I mercati guardano avanti: emergenti, Europa e selettività azionaria al centro
Dalle guerre commerciali ai conflitti veri e propri, il 2025 è stato un altro anno turbolento. Ma ciò non ha impedito ai mercati finanziari di stabilire nuovi record. Le azioni globali hanno registrato un rialzo del 23% in dollari USA nel 2025, segnando il terzo anno consecutivo di utili a due cifre e aprendo la strada a nuovi massimi nel 2026. A differenza del 2024, i titoli europei hanno sovraperformato le loro controparti statunitensi grazie a ampi piani di spesa fiscale (in particolare da parte della Germania), prospettive di ulteriori tagli dei tassi d’interesse e preoccupazioni riguardo alla natura sempre più tecnologica del mercato statunitense.
Le azioni europee hanno toccato nuovi massimi storici negli ultimi giorni di negoziazione del 2025, chiudendo l’anno con un rialzo del 25% in valuta locale. Le azioni del Regno Unito hanno registrato guadagni simili, registrando il miglior risultato degli ultimi 16 anni, con l’indice FTSE 100 che si avvicina alla soglia psicologica dei 10.000 punti.
Le azioni statunitensi hanno chiuso dicembre in territorio neutrale, in quanto i mercati temevano che i timori inflazionistici potessero impedire alla Fed di effettuare ulteriori tagli dei tassi e il sentiment nei confronti dei titoli tecnologici delle “Magnifiche sette” continuava a peggiorare. Tuttavia, il più grande mercato azionario al mondo ha comunque registrato un rialzo del 18% nel 2025, dopo un’impennata del 25% l’anno precedente.
Le azioni dei mercati emergenti hanno vissuto un anno eccezionale, con l’America Latina in particolare evidenza. Gli investitori hanno accolto favorevolmente i segnali di una maggiore stabilità economica in Brasile, mentre la regione, ricca di risorse naturali, ha beneficiato anche di una forte performance dei metalli e di altre materie prime. La migliore performance del 2025 è giunta dalle azioni coreane, che hanno registrato un guadagno di quasi il 100%, grazie a un mix di valutazioni convenienti, all’elevato peso del settore tecnologico nel mercato e ai miglioramenti nella corporate governance introdotti dal nuovo governo.
Tra i settori azionari, i servizi di comunicazione e l’IT sono rimasti tra i leader per l’intero 2025, nonostante qualche incertezza a fine anno. Anche i settori dei materiali e dell’industria hanno registrato una performance solida, mentre i settori legati ai consumi sono rimasti indietro.
Le obbligazioni globali hanno leggermente sovraperformato la liquidità in valuta locale. I maggiori guadagni provengono dal debito dei mercati emergenti, da mercati sostenuti da una minore inflazione, da una crescita economica più elevata e dalla prospettiva di ulteriori tagli dei tassi da parte delle banche centrali e dall’apprezzamento delle valute.
I mercati europei del reddito fisso hanno registrato un marcato restringimento dello spread di rendimento tra i titoli di Stato dei Paesi periferici e quelli tedeschi. I Treasury USA, nel frattempo, hanno tenuto bene in un contesto che non presenta molte alternative prive di rischio.
Il dollaro, tuttavia, si è disallineato dai Treasury per terminare il 2025 in calo del 9% circa rispetto a un paniere di valute. Il biglietto verde ha risentito in modo significativo delle preoccupazioni legate alle politiche commerciali degli Stati Uniti e al deterioramento dell’indipendenza istituzionale.
Regioni e settori azionari: le azioni dei mercati emergenti sono pronte a consolidare la forte performance del 2025
Le azioni appaiono costose, ma non in modo eccessivo, e con un’abbondante liquidità a supporto degli asset rischiosi almeno per il primo trimestre del 2026, riteniamo che i mercati azionari possano proseguire il loro rally. Detto questo, siamo più positivi su alcuni mercati rispetto ad altri. Ad esempio, manteniamo una posizione neutrale sulle azioni statunitensi, alla luce delle preoccupazioni riguardo alle valutazioni di mercato e alle prospettive per l’economia statunitense. Il multiplo azionario statunitense appare elevato, a 22 volte gli utili rispetto a una media storica più vicina a 16 volte, mentre i rapporti prezzo-vendita delle azioni hanno superato i picchi dell’era dot.com. Il nostro indicatore del premio per il rischio azionario USA – il rendimento extra che gli investitori dovrebbero aspettarsi detenendo azioni più rischiose rispetto alle obbligazioni – rimane nella fascia alta del 2%, un livello storicamente basso. Tuttavia sarebbe necessario un calo al di sotto del 2% per farci prendere in considerazione un sottopeso del mercato statunitense.
Il nostro ottimismo nei confronti delle economie dei mercati emergenti, che beneficiano sia dell’indebolimento del dollaro sia di un ulteriore allentamento della politica monetaria interna, ci porta a mantenere una posizione di sovrappeso sui titoli cinesi e, più in generale, su quelli dei mercati emergenti.
È impossibile discutere delle prospettive per i mercati azionari senza una valutazione dei titoli correlati all’IA, che hanno spinto i mercati di tutto il mondo verso l’alto. A nostro giudizio, tali titoli continuano a presentare valutazioni eccessive, nonostante la modesta correzione osservata negli ultimi due mesi. Ciononostante, un certo grado di cautela è tornato in questa parte del mercato, complice il crescente timore sulla qualità degli utili e una maggiore dipendenza dal debito per finanziare gli investimenti. Se all’inizio dell’anno gli investitori erano disposti ad acquistare praticamente qualsiasi titolo in questo settore, ora si mostrano più selettivi, con una notevole dispersione delle valutazioni e un calo dei multipli prezzo-utili, come mostra la Fig. 3. Ne consegue che le competenze specialistiche rivestono un’importanza crescente negli investimenti legati all’IA. Per ora manteniamo una posizione di sovrappeso nei titoli tecnologici e dei servizi di comunicazione, in considerazione della solidità degli utili nel settore.
Manteniamo un sovrappeso anche nel settore sanitario, che continua a offrire valutazioni particolarmente interessanti. La riduzione dell’incertezza politica e il solido rimbalzo delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) aprono la porta a un notevole valore nel settore sanitario, che offre anche una copertura nel caso di una forte correzione dei titoli legati all’IA. Rimaniamo inoltre sovrappesati sui titoli finanziari, che probabilmente beneficeranno sia della spinta dell’amministrazione Trump verso una maggiore deregolamentazione del settore, sia dei persistenti rischi inflazionistici, che dovrebbero contribuire a mantenere la curva dei rendimenti relativamente ripida e, di conseguenza, ad ampliare i margini di prestito delle banche.
L’Ai traina
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di mercati ancora sostenuti da fondamentali solidi, da condizioni di liquidità favorevoli e da una crescita degli utili che, pur normalizzandosi, resta compatibile con una prosecuzione del ciclo positivo. All’interno di questo contesto, il baricentro delle opportunità appare progressivamente spostarsi verso i mercati emergenti e verso quei settori in grado di combinare visibilità degli utili, valutazioni più equilibrate e benefici strutturali di lungo periodo. La fase attuale richiede tuttavia un approccio più selettivo e disciplinato, soprattutto nei comparti che hanno trainato i rendimenti negli ultimi anni, come la tecnologia legata all’intelligenza artificiale. In un contesto caratterizzato da valutazioni meno omogenee e da una maggiore dispersione delle performance, la capacità di distinguere tra crescita sostenibile e semplice espansione dei multipli diventa un fattore determinante per preservare valore e cogliere le opportunità che il 2026 potrebbe offrire.

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