La “dieta Kennedy”: il segretario alla Salute USA è riuscito a cambiare il concetto di alimentazione sana

Redazione -

L’industria alimentare americana sta già reagendo

Le nuove linee guida dietetiche presentate dall’amministrazione Trump con Robert F. Kennedy Jr. al timone spingono verso una “American healthy diet” incentrata su cibi veri e proteine, scatenando un’onda di cambiamenti nell’industria alimentare e un acceso dibattito internazionale.

Negli Stati Uniti si è aperta una nuova fase di dibattito sul cibo e la salute pubblica dopo che il Segretario alla Salute e dei Servizi Umani, Robert F. Kennedy Jr., ha presentato un aggiornamento radicale delle linee guida dietetiche federali. L’atra dietro l’evento è l’ormai nota strategia Make America Healthy Again (MAHA), che considera l’alimentazione uno strumento centrale nella lotta contro l’epidemia di obesità e malattie croniche nel Paese.

Secondo le nuove raccomandazioni, l’approccio convenzionale basato su basso contenuto di grassi e zuccheri ha lasciato spazio a un focus su proteine elevate, cibi integrali e nutrient-dense e alla drastica riduzione degli alimenti altamente processati e ricchi di zuccheri aggiunti.

Un modello alternativo: la “piramide rovesciata”

Uno degli elementi più simbolici della proposta di Kennedy è la nuova rappresentazione grafica della piramide alimentare: invece di una base di cereali e carboidrati, al vertice vengono posti proteine e latticini ricchi, mentre alimenti ultraprocessati e zuccheri vengono relegati ai livelli inferiori da evitare. Questo cambio di paradigma riflette un messaggio chiaro: “mangia cibo vero”, alimenti interi, freschi, con pochi ingredienti e non artigianali.

Le nuove linee guida suggeriscono inoltre un apporto proteico compreso tra 1,2 e 1,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, enfatizzando proteine animali e vegetali ad ogni pasto, una proposta più audace rispetto alle raccomandazioni precedenti.

L’industria alimentare risponde

La stampa economica internazionale ha osservato che la nuova narrativa di salute pubblica non rimane confinata nelle raccomandazioni ufficiali, ma sta già spingendo l’industria a ripensare i propri prodotti. Fortune descrive come alcuni settori del mercato — dai latticini “revival” alle offerte di prodotti ad alto contenuto proteico — stiano cavalcando queste linee guida per attrarre consumatori attenti alla salute.

La richiesta di “protein maxxing” ha portato alcune catene e produttori ad ampliare le referenze nei loro scaffali, includendo cereali ad alto contenuto proteico, snack con proteine o gelati proteici. Anche grandi marchi stanno adottando messaggi e packaging che enfatizzano le proteine come elemento chiave per un’alimentazione equilibrata.

Tra scienza, politica e polemiche

La proposta della nuova dieta non è stata accolta in modo unanime. Alcuni esperti di salute pubblica hanno giudicato il ribaltamento delle raccomandazioni una semplificazione eccessiva o persino un’azione priva di solide evidenze scientifiche su alcuni punti, in particolare l’enfasi su alte quantità di carne e latticini. Critici europei e americani notano che aumentare il consumo di carne rossa potrebbe comportare impatti ambientali e sanitari potenzialmente negativi se non accompagnato da contesti più ampi di sostenibilità.

Inoltre, alcuni commentatori internazionali sottolineano che concentrarsi su una dieta solo come medicina rischia di trascurare fattori strutturali come l’accesso a cibi sani, le disuguaglianze sociali in ambito alimentare e la presenza di “food deserts”, aree dove l’offerta di prodotti freschi è limitata.

Le cinque direttrici di cambiamento per le aziende

Il nuovo corso di Robert F. Kennedy Jr. ha spinto le imprese ad adeguarsi su più fronti, sotto la pressione di linee guida ufficiali che ridefiniscono il concetto di “healthy”:

  1. Riduzione degli additivi artificiali e zuccheri — molte aziende stanno riformulando prodotti per eliminare zuccheri aggiunti e ingredienti ultra-elaborati.

  2. Focus sulle proteine — linee di snack, barrette, cereali e piatti pronti sono riprogettati per enfatizzare il contenuto proteico.

  3. Rinascita dei latticini interi e nutrient-dense — prodotti come yogurt e formaggi ricchi di grassi tornano sotto nuova luce.

  4. Marketing orientato alla salute — etichette e messaggi pubblicitari ormai evidenziano nutrienti “good for you” per attrarre consumatori attenti alla salute.

  5. Formulazioni più naturali e ingredienti minimamente lavorati — la domanda di “cibo vero” spinge molte aziende a usare ingredienti più semplici e riconoscibili.

La nuova impostazione alimentare statunitense proposta da Kennedy non è solo un aggiornamento delle linee guida dietetiche; è un atto politico e culturale che cerca di ribaltare decenni di abitudini alimentari radicate e di ridurre l’incidenza delle malattie croniche, che oggi rappresentano una delle principali voci di spesa sanitaria.

Tuttavia, il dibattito internazionale resta acceso. Da un lato ci sono sostenitori che vedono nel ritorno a cibi più integrali e naturali un passo necessario per la salute pubblica; dall’altro critici che mettono in guardia contro approcci semplicistici e potenziali conseguenze collaterali ambientali e sanitarie.