Wine Paris si conferma la fiera internazionale del futuro: successo dei vini italiani

Editor -

Grande entusiasmo tra i produttori italiani presenti a Wine Paris, la fiera parigina alla quarta edizione, svoltasi a Parigi dal 9 all’11 febbraio presso il Paris Porte de Versailles. La manifestazione ha registrato una presenza italiana record, con oltre 1.350 espositori su 6.500 totali. Passeggiando tra gli stand nell’ultimo giorno di expo, il sentimentraccolto è stato decisamente positivo.

Una fiera in forte crescita e i trend emergenti

«Wine Paris è una fiera che sta crescendo sempre di più, anno dopo anno, e a mio avviso diventerà la fiera più importante d’Europa per il mondo del vino».
A dirlo è Romina Romano, country manager Italia di Les Grands Chais de France, uno dei più grandi gruppi vinicoli francesi.

In termini di trend, prosegue l’interesse per i vini no alcol: se in Italia i volumi sono ancora limitati, nel Nord Europasi registrano numeri sempre più significativi. Il gruppo si conferma leader nella produzione di no alcol, avendo investito per primo in questo segmento con macchinari di proprietà.
Si rafforza inoltre l’interesse per i Crémant e per vini dalla beva scorrevole e leggera, senza uso del legno, pensati per un consumo sempre più easy to drink.

La voce dei produttori siciliani

Il clima positivo è confermato anche da Stefano Girelli, proprietario di Santa Tresa e Azienda Agricola Cortese di Vittoria (RG):
«L’esperienza a Wine Paris è stata estremamente positiva. Una fiera destinata a crescere, con buyer di qualità, organizzazione impeccabile, logistica perfetta, costi corretti, niente code e niente scioperi».

Grande presenza di operatori da UK e Irlanda, oltre a buyer americani, scandinavi, tedeschi e del Nord Europa. Tra i vini più apprezzati: Orange, Frappato e il Rosa di Santa Tresa, che dall’annata 2025 sarà un blend di Nerello Mascalese e Frappato.

L’Alto Adige e il successo dello stand collettivo

Dalla Sicilia all’Alto Adige, presente con uno stand collettivo guidato dal Consorzio Vini Alto Adige, che ha coinvolto 26 produttori sudtirolesi, tra cui Cantina Valle Isarco.

Il direttore generale Armin Gratl commenta con soddisfazione:
«Al nostro primo anno a Wine Paris abbiamo fatto il doppio dei contatti rispetto a ProWein Düsseldorf».
Gli incontri hanno coinvolto operatori per l’80% europei e per il 20% provenienti da Australia, Giappone, Taiwan, Stati Uniti, Russia e Germania. Forte interesse per l’intera gamma, con il Kerner sempre più apprezzato anche sui mercati internazionali.

Distribuzione, nuove denominazioni e curiosità

Secondo anno a Wine Paris per Proposta Vini, tra i principali player della distribuzione enologica italiana.
«È un evento logisticamente fenomenale – spiega Andrea Girardi – un momento ideale in calendario per incontrare buyer da tutto il mondo e scoprire nuovi vini e territori».

Tra i trend emersi, grande interesse per vini fermi italiani, con ottimo rapporto qualità-prezzo e denominazioni nuove, segno di una crescente voglia di scoperta e accessibilità.

Anche Mariano Buglioni, produttore in Valpolicella, conferma il sentiment positivo:
«Wine Paris sta diventando un riferimento internazionale, non solo per la città che la ospita, ma anche per l’efficienza organizzativa e per il software della fiera, che facilita il contatto diretto tra buyer e produttori».

A sottolineare il valore strategico dell’evento è Giuseppe Scala, titolare della cantina Santa Venere di Cirò (KR), insieme al fratello Francesco:
«Wine Paris è oggi una delle fiere più strategiche per il settore vino, soprattutto per il mercato europeo e per l’export».

La manifestazione si distingue per l’organizzazione e per la qualità del pubblico, composto da meno curiosi e più professionisti realmente interessati. Il sentiment tra operatori e buyer è di cauto ottimismo: il mercato è complesso e competitivo, ma c’è una forte voglia di lavorare, di costruire relazioni solide e di puntare su prodotti con identità, qualità e una storia autentica da raccontare.

Emergono con forza temi come sostenibilità, posizionamento prezzo e riconoscibilità del brand. Tra i vini che hanno riscosso maggiore interesse spicca il Cirò a base di Gaglioppo, apprezzato per il suo profilo distintivo e per l’eccellente rapporto qualità-prezzo. In generale, grande attenzione verso vini a forte identità territoriale, produzioni sostenibili e capaci di distinguersi in un mercato sempre più affollato.

Photo credit: Wine Paris 26_©JBNadeau

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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