Recupero crediti. Allianz Trade Collection Complexity Score 2026. La complessità globale diminuisce leggermente
Ma il recupero dei crediti resta una sfida cruciale per le imprese
In un contesto internazionale segnato da incertezza geopolitica, frammentazione dei mercati e crescenti pressioni finanziarie, il recupero dei crediti commerciali continua a rappresentare una delle principali criticità per le imprese che operano a livello globale. Secondo la quarta edizione del Collection Complexity Score and Rating di Allianz Trade, leader mondiale nell’assicurazione dei crediti commerciali, circa la metà dei crediti commerciali internazionali resta esposta a un rischio di recupero elevato o molto elevato, nonostante un lieve miglioramento del quadro complessivo rispetto all’edizione precedente.
Nel 2026, il Collection Complexity Score globale si attesta a 47,2 su 100, un livello definito “significativo” e marginalmente inferiore rispetto al 2022 (49/100). Il punteggio riflette una redistribuzione del rischio: diminuisce la quota di Paesi nelle fasce di complessità “Molto Alta” (15% contro il 16% del 2022) e “Alta” (21% contro il 29%), mentre aumenta la presenza nelle categorie “Significativo” (29% contro il 24%) e “Moderato” (35% contro il 31%).
Il Collection Complexity Score si articola infatti in quattro livelli: “Moderato” (punteggio inferiore a 40), “Significativo” (tra 40 e 50), “Alto” (tra 50 e 60) e “Molto Alto” (oltre 60). L’analisi prende in esame 52 Paesi, che rappresentano circa il 90% del PIL e degli scambi commerciali globali, valutando prassi di pagamento, efficacia dei sistemi giudiziari, quadri normativi in materia di insolvenza e contesto operativo.
Tuttavia, con le insolvenze aziendali che restano elevate a livello globale, l’accentuarsi della frammentazione mondiale, i mutamenti nei flussi commerciali, un protezionismo volatile, le tensioni geopolitiche e i crescenti rischi digitali, la riscossione dei crediti è destinata a rimanere una sfida strutturale, in particolare per gli esportatori.
«Stimiamo che il 48% dei crediti commerciali internazionali si trovi in Paesi con una complessità di riscossione “Alta” (22%) o “Molto Alta” (26%). Rispetto al 2022 si tratta di un aumento limitato (+1%), ma significativo in valore assoluto, fino a 1.100 miliardi di dollari, a causa dell’espansione del commercio globale», afferma Fabrice Desnos, membro del Board di Allianz Trade, responsabile Credit Intelligence, Reinsurance e Surety.
«Le procedure di insolvenza continuano a rappresentare la componente principale della complessità di recupero in tutte le Regioni. Le prassi di pagamento locali emergono come fattore chiave in Medio Oriente, mentre le complessità legate ai tribunali risultano meno frequenti in Europa occidentale rispetto a Medio Oriente, Africa e America Latina. Questi elementi strutturali spiegano perché la riscossione internazionale dei crediti resti un processo complesso a livello globale».
Arabia Saudita, Messico ed Emirati Arabi Uniti: i mercati più complessi per il recupero dei crediti
Tenendo conto delle prassi di pagamento locali, dei procedimenti giudiziari e dei quadri normativi in materia di insolvenza, Allianz Trade rileva che Germania, Paesi Bassi e Portogallo, seppur con tempistiche differenti, sono i Paesi in cui risulta più semplice recuperare crediti internazionali. Al contrario, Arabia Saudita, Messico ed Emirati Arabi Uniti si confermano tra i mercati più complessi.
«Il recupero internazionale dei crediti è quasi tre volte più complesso in Arabia Saudita rispetto alla Germania, anche se nemmeno quest’ultima è esente da criticità», spiega Pascal Personne, Head of Group Claims and Collections di Allianz Trade. «Nel tempo il divario tra economie avanzate e mercati emergenti si è gradualmente ridotto, in particolare in Asia, ma continua a persistere. In media, Medio Oriente e Africa restano le regioni più complesse, mentre la maggior parte delle economie avanzate presenta un livello di complessità moderato».
Italia: complessità significativa tra ritardi nei pagamenti e lungaggini giudiziarie
Con uno score di 46/100, l’Italia si colloca nella stessa fascia della media globale. La complessità del recupero crediti è trainata principalmente da ritardi nei pagamenti, DSO medi elevati e da tempi e costi delle procedure giudiziarie. Nel 2024, i DSO medi delle società quotate si attestano intorno ai 73 giorni, nonostante un quadro normativo sui ritardi di pagamento relativamente rigoroso rispetto agli standard europei.
Le azioni giudiziarie risultano spesso lunghe e onerose, rendendo preferibili strategie pre-legali, come la negoziazione, i piani di rientro e il riconoscimento del debito. Anche l’esecuzione delle sentenze può richiedere tempi significativi, con recuperi più efficaci tramite terzi, ovvero i debitori del debitore.
Sul fronte delle insolvenze, il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (in vigore da luglio 2022, con successive modifiche nel 2023–2024) ha rafforzato gli strumenti di prevenzione e ristrutturazione, inclusa la Composizione Negoziata della Crisi. Tuttavia, nella pratica, la Liquidazione Giudiziale resta la procedura prevalente e le prospettive di recupero per i creditori chirografari rimangono limitate.
Guardando ai principali mercati di destinazione dell’export italiano, i Paesi a maggiore complessità di recupero sono Cina (66/100), Slovacchia (59/100), India (57/100), Stati Uniti (56/100) e Repubblica Ceca (53/100).
Next Generation Trade Hubs: opportunità e rischi per gli esportatori
Nel quadro delle trasformazioni strutturali del commercio globale, stanno emergendo i Next Generation Trade Hubs, nuovi nodi delle catene del valore e poli manifatturieri lungo le nuove rotte commerciali. Tuttavia, accanto alle opportunità, questi mercati presentano elevate complessità nel recupero dei crediti, che si sommano ai rischi Paese esistenti.
«In un mondo segnato da geopolitica, protezionismo e cambiamento climatico, il commercio globale sta tracciando nuovi percorsi. Ma i Next Generation Trade Hubs emergenti, tra cui Emirati Arabi Uniti, Vietnam e Malesia, mostrano un livello “Molto Alto” di complessità nel recuperare i crediti, con un punteggio medio di 62», conclude Maxime Lemerle, Lead Analyst per l’Insolvency Research di Allianz Trade. «Questo richiede maggiore selettività e una gestione del credito estremamente attenta quando si valuta un’espansione del business in queste aree».

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