Gemini e ChatGPT mostrano come dati, abitudini e infrastrutture stiano trasformando l’uso quotidiano dell’AI generativa, in rapida crescita

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Negli ultimi due anni l’AI generativa è passata dall’essere una tecnologia sperimentale a uno strumento di uso diffuso nella vita quotidiana. Assistenti come Gemini, ChatGPT, Copilot o Perplexity vengono oggi utilizzati per studiare, lavorare, scrivere, cercare informazioni e organizzare attività personali.
Questa diffusione non è casuale: è sostenuta da una combinazione di adozione di massa, integrazione nei servizi digitali quotidiani e maturazione delle infrastrutture tecnologiche che rendono l’AI più accessibile e affidabile.

La crescita di Gemini e dei grandi assistenti generalisti

Uno dei segnali più evidenti dell’incremento d’uso dell’AI nel quotidiano è la crescita degli utenti dei principali assistenti.

Per Gemini (Google), diverse analisi di settore indicano un aumento molto rapido degli utenti attivi, favorito dall’integrazione nativa nei servizi Google (Search, Workspace, Android). Secondo la stampa tecnologica, a inizio 2026 Gemini avrebbe superato centinaia di milioni di utenti attivi mensili, posizionandosi come uno degli strumenti di AI più utilizzati al mondo. Questo modello di diffusione “embedded” riduce la barriera d’ingresso: l’utente non deve imparare un nuovo tool, ma usa l’AI dove già si trova.

Un percorso simile si osserva per ChatGPT, che OpenAI descrive come utilizzato settimanalmente da centinaia di milioni di persone, e per Microsoft Copilot, integrato direttamente in Windows e nella suite Office. In tutti questi casi, l’uso quotidiano è favorito dall’automazione di micro-attività: scrivere email, riassumere documenti, chiarire concetti, generare bozze.

Dall’uso “curioso” all’uso funzionale: cosa fanno le persone con l’AI

I dati europei confermano che l’AI generativa non è più limitata a una nicchia tecnica.

Secondo Eurostat, nel 2025 il 32,7% della popolazione europea tra 16 e 74 anni ha utilizzato strumenti di AI generativa. La percentuale sale a oltre il 60% tra i giovani 16–24 anni, segnalando una normalizzazione dell’AI come strumento di studio e supporto cognitivo. L’uso è prevalentemente personale, ma cresce anche in ambito lavorativo e formativo.

In parallelo, la OECD osserva che oltre un terzo degli individui nei Paesi OCSE utilizza strumenti di GenAI, soprattutto per:

  • ricerca e comprensione di informazioni,
  • scrittura e rielaborazione di testi,
  • supporto allo studio,
  • organizzazione delle attività quotidiane.

Questi dati mostrano che l’AI viene usata più come assistente cognitivo che come strumento di automazione totale.

Perché l’uso cresce: modelli linguistici, prompt e qualità degli output

La diffusione dell’AI nel quotidiano è legata anche alla maturità dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Come spiegato nella Guida compatta all’AI generativa di Databricks, gli LLM sono modelli addestrati su enormi quantità di testi e sono in grado di generare contenuti coerenti, sintetizzare informazioni e rispondere a domande complesse .

Un aspetto chiave è l’ingegneria dei prompt: la qualità delle risposte dipende fortemente da come viene formulata la richiesta. Prompt chiari, contestualizzati e specifici riducono errori e “allucinazioni”, migliorando l’esperienza dell’utente. Questo spiega perché, anche nel quotidiano, gli utenti più esperti ottengano risultati migliori a parità di strumento.

Inoltre, la guida sottolinea come tecniche avanzate come la Retrieval-Augmented Generation (RAG) permettano di combinare i modelli generativi con fonti esterne affidabili, aumentando accuratezza e riducendo informazioni inventate. Questa evoluzione è particolarmente rilevante per l’uso pratico dell’AI in contesti di studio e lavoro.

L’adozione nelle imprese e l’effetto “spillover” sul quotidiano

Anche se l’articolo si concentra sull’uso quotidiano, è importante notare che la crescita consumer è collegata a quella aziendale.

Secondo la Guida compatta all’AI generativa, l’85% delle aziende a livello globale utilizza già soluzioni di AI generativa, con una previsione di crescita fino al 99% entro il 2027. Tuttavia, solo una minoranza dichiara di avere infrastrutture e modelli realmente pronti per la produzione .

In Italia, i dati ISTAT (ripresi da Reuters) mostrano che nel 2025 il 16,4% delle imprese utilizza AI, una quota in rapido aumento ma ancora limitata. Questo crea un fenomeno interessante: spesso l’adozione parte dal singolo individuo(studente o lavoratore) che usa strumenti come ChatGPT o Gemini nella propria quotidianità, e solo successivamente viene formalizzata a livello organizzativo.

Quotidianità aumentata: verso un’AI “normale”

Oggi l’AI generativa non è più percepita come tecnologia straordinaria, ma come strumento ordinario, simile a un motore di ricerca evoluto o a un correttore avanzato. La vera trasformazione non sta nel “fare tutto con l’AI”, ma nel ridurre il carico cognitivo delle attività ripetitive e migliorare l’accesso alla conoscenza.

Come evidenziato dalla guida Databricks, l’AI funziona meglio quando aumenta le capacità umane, non quando le sostituisce. Questo principio spiega perché l’uso quotidiano continui a crescere: l’utente resta al centro del processo decisionale, mentre l’AI accelera comprensione, scrittura e organizzazione.

L’incremento dell’uso di Gemini e degli altri tool di AI generativa è confermato da dati solidi: statistiche europee, report OCSE e analisi di settore convergono nel mostrare una diffusione rapida e trasversale. L’AI è ormai parte della quotidianità digitale, soprattutto per i giovani, e la sua adozione è destinata a crescere ulteriormente grazie a modelli più affidabili, integrazioni profonde e maggiore consapevolezza d’uso.

La sfida futura non sarà tanto “usare o non usare l’AI”, ma saperla usare bene: con spirito critico, attenzione alle fonti e comprensione dei suoi limiti.

Fonti

  • Eurostat, Use of artificial intelligence by individuals (2025)
  • OECD, AI use by individuals across OECD countries (2025)
  • TechCrunch, dati su diffusione e utenti Gemini
  • OpenAI, How people are using ChatGPT
  • Reuters / ISTAT, adozione dell’AI nelle imprese italiane
  • Wired, analisi su Perplexity e ricerca AI
  • Microsoft, Copilot Usage Report
  • Databricks, Guida compatta all’AI generativa (2024)

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa
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Category: non solo finanza |
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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.