La torcia di Milano-Cortina 2026: quando il progetto lascia spazio al fuoco

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Le torce olimpiche sono spesso sculture: forme riconoscibili, design firmati, oggetti da museo. Quella di Milano-Cortina 2026 sceglie la direzione opposta: niente gesti formali eclatanti, nessuna silhouette iconica, solo una struttura pensata per fare una cosa: tenere acceso il fuoco.

Pesa meno di due chilogrammi, brucia per otto minuti consecutivi ed è realizzata per l’80% con alluminio e ottone riciclati; ma il dato più significativo della torcia olimpica di Milano-Cortina 2026 è un altro: la sua forma è studiata per non essere protagonista. 

Nel disegno delle torce olimpiche e paralimpiche, il gesto progettuale più forte è anche il più silenzioso: fare un passo indietro. Infatti, le altre edizioni, che hanno puntato sull’iconicità (dalla torcia di Barcellona ’92 firmata da André Ricard alla spirale dorata di Pechino 2008), lasciano spazio ad un oggetto che si assottiglia e si semplifica.  Il risultato è una struttura che costruisce attorno al fuoco una configurazione discreta, pensata per proteggerlo, sostenerlo e renderlo leggibile in ogni contesto. Il risultato è un equilibrio sottile tra presenza tecnica e assenza formale, dove la funzione guida ogni scelta.

Un progetto corale tra industria e ricerca

La torcia nasce dalla collaborazione tra realtà industriali e di ricerca: lo studio CRA – Carlo Ratti Associati ha curato il concept, mentre Cavagna Group ha garantito il supporto ingegneristico e produttivo. Un lavoro che unisce sperimentazione sui materiali, precisione meccanica e visione simbolica, coordinato dal Comitato Organizzatore dei Giochi. Il percorso di sviluppo ha richiesto oltre due anni, con test in condizioni estreme: temperature sottozero, raffiche di vento oltre i 50 km/h, altitudini montane. Ogni variabile doveva essere contemplata per garantire che la fiamma rimanesse accesa lungo tutto il tragitto della staffetta, che ha attraversato oltre 60 comuni nelle ultime settimane tra Lombardia e Veneto prima di raggiungere le sedi olimpiche.

Un oggetto che accompagna il viaggio della fiamma

Durante i Giochi Olimpici Invernali (6–22 febbraio 2026) e Paralimpici (6–15 marzo 2026), la torcia è protagonista di un percorso che attraversa città alpine, pianura padana e contesti urbani. Non solo uno strumento di accensione, ma un elemento narrativo che scandisce il tempo dell’attesa e della celebrazione collettiva, con circa 10.000 tedofori che portano la fiamma attraverso paesaggi e comunità.

Accanto alla torcia, il progetto include anche un braciere mobile, pensato per eventi pubblici e cerimonie urbane. Grazie a una geometria studiata per canalizzare i flussi d’aria verso il basso, la fiamma risulta più stabile anche con vento moderato, senza aumentare il consumo di combustibile. Una soluzione che risponde alle sfide climatiche tipiche dell’arco alpino nel periodo invernale.

Tecnologia visibile e materiali responsabili

Una delle scelte più significative riguarda la trasparenza del funzionamento: il sistema di combustione non è nascosto, ma parzialmente a vista: un’apertura longitudinale consente di osservare il momento dell’accensione, trasformando, così, un passaggio tecnico in un gesto simbolico. Quando il tedoforo avvicina la propria torcia a quella successiva, la fiamma diventa visibile nel suo trasferimento, rendendo percepibile un’eredità che passa di mano in mano.

Il bruciatore è alimentato da bio-GPL derivato da oli vegetali esausti e scarti organici, con un’impronta carbonica ridotta del 70% rispetto al GPL tradizionale. Il corpo della torcia utilizza leghe riciclate al 100% per l’ottone e oltre l’80% per l’alluminio. Inoltre, il sistema di ricarica permette di utilizzare la stessa torcia fino a venti volte, riducendo drasticamente il numero di esemplari necessari per l’intera staffetta: ne sono state prodotte circa 2.000, contro le decine di migliaia di edizioni precedenti.

Sono state realizzate due versioni cromatiche: una dedicata ai Giochi Olimpici, con tonalità fredde ispirate al ghiaccio e alla neve, e una per i Giochi Paralimpici, caratterizzata da sfumature più calde che richiamano l’ambra e il fuoco stesso. In entrambe, la finitura riflettente contribuisce a far “scomparire” l’oggetto in condizioni di luce ridotta o notturna, lasciando la fiamma come unico punto di riferimento visivo.

Progettare un fenomeno, non una forma

“La vera sfida non è stata disegnare un oggetto, ma dialogare con qualcosa di instabile e vivo”, racconta Carlo Ratti. “Il fuoco reagisce al vento, al movimento, alla temperatura, all’umidità. Accettare questa variabilità ha significato progettare per adattamento, non per controllo assoluto. Abbiamo dovuto imparare a convivere con l’imprevedibilità”.

Il team ha studiato le dinamiche fluidodinamiche della combustione in movimento, analizzando come la camminata del tedoforo influenzi la stabilità della fiamma. Il risultato è un bruciatore il cui design interno crea micro-vortici che stabilizzano il fuoco anche durante accelerazioni o cambi di direzione.

Il riferimento alla tradizione del design olimpico è presente, ma mai nostalgico. Piuttosto, emerge l’idea che i simboli più duraturi siano quelli capaci di sottrarsi, lasciando spazio a ciò che rappresentano. In un’epoca saturata di immagini e oggetti che competono per l’attenzione, questa torcia sceglie la strada opposta.

Un gesto antico reso contemporaneo

In questo senso, la torcia di Milano-Cortina 2026 non cerca di stupire attraverso la propria forma, ma sceglie, invece, di accompagnare, illuminare e custodire un gesto antico rendendolo contemporaneo attraverso precisione ingegneristica, responsabilità ambientale e misura estetica.

Dall’accensione della fiamma olimpica, avvenuta il 26 novembre 2025 ad Olimpia, la sua luce ha illuminato le mani e i volti di chi l’ha sostenuta lungo il percorso. Nei riflessi sulle facciate, nelle fotografie scattate lungo il percorso, nelle riprese notturne, appare sempre lo stesso elemento: il fuoco. La torcia rimane invisibile, fedele al suo proposito. Un progetto riuscito proprio perché capace di scomparire.

Photo credits: CRA – Carlo Ratti Associati

https://carlorattiassociati.com/project/olympic-torches-milano-cortina-2026