WOW! a Roma: quando la musica diventa leva contro gli stereotipi di genere
Presentato all’Europa Experience il progetto WeWomEngineers che unisce arte digitale, tecnologia e pari opportunità
Non un semplice concorso canoro, ma un progetto culturale con un obiettivo dichiarato: contrastare gli stereotipi di genere e promuovere le pari opportunità attraverso l’arte e la tecnologia. È questo il cuore di WOW!, iniziativa presentata a Roma presso l’Europa Experience – David Sassoli e promossa dalla community WeWomEngineers, realtà impegnata nel valorizzare il talento femminile nei settori STEM.

Il messaggio è chiaro: la creatività non è solo espressione estetica, ma strumento di cambiamento sociale. In un contesto in cui le discipline tecnico-scientifiche restano ancora fortemente sbilanciate sul piano di genere, l’idea di unire musica, arte digitale e innovazione rappresenta un tentativo di contaminazione positiva tra mondi spesso percepiti come separati.
Arte e tecnologia: una nuova grammatica culturale
WOW! si inserisce in una fase in cui la produzione artistica si muove sempre più su territori ibridi: animazioni, opere digitali, installazioni immersive, storytelling multimediale. La creatività diventa ponte tra background differenti e linguaggi diversi, offrendo una narrazione alternativa rispetto ai modelli tradizionali.
L’evento romano ha messo in luce proprio questa dimensione: l’arte come piattaforma inclusiva, capace di integrare competenze ingegneristiche, design e comunicazione. Non solo performance, dunque, ma costruzione di un immaginario collettivo più equo.
Il tema delle pari opportunità
In Italia il gap di genere nei percorsi STEM resta significativo. Secondo i dati europei più recenti, la presenza femminile nelle professioni tecnologiche è ancora inferiore alla media maschile, sia in termini di occupazione sia di leadership.
WOW! prova a intervenire su un piano diverso: quello simbolico e culturale. L’idea è che modificare la narrazione possa incidere anche sulle scelte educative e professionali delle nuove generazioni.
Le reazioni su LinkedIn
Sui social professionali, in particolare su LinkedIn, l’iniziativa ha raccolto commenti positivi da parte di professionisti del mondo tech e HR. Tra i temi ricorrenti:
- l’importanza di creare spazi di visibilità per il talento femminile;
- la necessità di superare il “gender washing” puntando su progetti concreti;
- il valore della contaminazione tra arte e ingegneria come linguaggio inclusivo.
Alcuni commentatori hanno sottolineato come eventi di questo tipo possano contribuire a rendere il settore tecnologico più attrattivo per le giovani studentesse, a patto che siano accompagnati da politiche strutturali nelle aziende.
Non sono mancate osservazioni più critiche: c’è chi invita a non limitarsi alla dimensione simbolica, chiedendo indicatori misurabili di impatto e continuità nel tempo.
Il commento della stampa
La stampa italiana che si occupa di innovazione e diversity ha letto WOW! come un segnale coerente con le politiche europee in materia di inclusione. Alcuni editoriali hanno evidenziato come l’utilizzo dell’arte digitale possa facilitare la comunicazione di temi complessi, rendendoli accessibili anche a pubblici più ampi.
Al tempo stesso, analisti del settore culturale ricordano che il passo successivo è trasformare iniziative episodiche in programmi sistemici, integrando scuole, università e imprese in un percorso continuativo.
Cultura come leva di cambiamento
Il valore simbolico di una presentazione all’Europa Experience non è secondario: collocare il progetto in uno spazio legato alle istituzioni europee significa inserirlo in un quadro più ampio di politiche per la parità di genere.
WOW! si propone dunque come piattaforma narrativa, più che come semplice competizione musicale. Il messaggio è che la creatività può diventare strumento di empowerment e dialogo tra discipline.
L’obiettivo, ora, sarà trasformare l’energia dell’evento in percorsi duraturi. Perché, come spesso accade nei progetti culturali ad alto impatto simbolico, il successo non si misura solo nella partecipazione, ma nella capacità di incidere nel tempo su percezioni e opportunità reali.




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