Addio Gino Paoli, il lascito: canzoni che hanno segnato un’epoca. Tra vita privata, scandali ed eredità

È morto ieri 24 marzo 2026, a 91 anni, Gino Paoli. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, il cantautore si è spento nella notte, come comunicato dalla famiglia: «Gino ci ha lasciato in serenità, circondato dall’affetto dei suoi cari». Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo della musica e della cultura. I funerali si svolgeranno in forma privata.
Le canzoni che hanno segnato un’epoca
Le sue composizioni, a quasi settant’anni dalla loro nascita, restano tra le più iconiche della musica italiana. “Il cielo in una stanza”, considerata un inno all’amore romantico, nascondeva in realtà un’ambientazione più cruda, ispirata a una casa di tolleranza. “Sapore di sale”, pubblicata nel 1963 in pieno boom economico, raccontava invece con malinconia le prime crepe di quell’ottimismo collettivo. «La scrissi in mezz’ora, come dettata da qualcuno», ricordava Paoli, sottolineando come già allora percepisse segnali di cambiamento all’orizzonte.
Vita privata ed eredità
Due matrimoni, relazioni note e cinque figli hanno segnato la vita personale dell’artista, spesso al centro delle cronache. Il primo matrimonio con Anna Fabbri, celebrato nel 1957, si concluse nel 1970. Dal loro rapporto nacque Giovanni, scomparso nel 2025, il cui figlio potrà tuttavia avanzare diritti sull’eredità.
Negli anni Sessanta Paoli ebbe una relazione con l’attrice Stefania Sandrelli, da cui nacque Amanda Sandrelli, oggi attrice, tra gli eredi legittimi.
Successivamente il cantautore si risposò con Paola Penzo, autrice di alcuni suoi brani. Dal secondo matrimonio nacquero tre figli, anch’essi coinvolti nella successione.
Complessivamente, Paoli lascia quattro nipoti — Olivia, Rocco, Francisco e Leone — che potranno concorrere alla ripartizione del patrimonio familiare.






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