BAOL biblioteca a offerta libera di Milano: quando i libri diventano accessibili a tutti

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Negli ultimi anni l’aumento dell’inflazione e la mancata crescita degli stipendi hanno avuto un impatto significativo sui consumi culturali in Italia. Tra questi, anche l’acquisto di libri è diventato più difficile per molte persone: i prezzi di copertina sono aumentati e i lettori tendono a selezionare con maggiore attenzione i titoli da comprare oppure a rivolgersi alle biblioteche pubbliche. Secondo i dati ISTAT, nel 2023 circa il 61% degli italiani non ha letto nemmeno un libro nell’arco dell’anno, una percentuale che cresce nelle fasce sociali con minore reddito e minore livello di istruzione. 

In questo contesto nasce a Milano un progetto che prova a rispondere a queste difficoltà rendendo la lettura più accessibile. Nel quartiere Calvairate–Molise–Ponti è stata inaugurata BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, situata in viale Molise 47, uno spazio di circa 35 metri quadrati con vetrina sulla strada che mette a disposizione oltre 6.000 volumi tra narrativa e libri per l’infanzia. Il progetto è stato ideato dal Comitato Inquilini Calvairate–Molise–Ponti su iniziativa della presidente del Comitato Grazia Casagrande Massimo Gentili, suo marito, ed è gestito grazie al lavoro di volontari che ne garantiscono l’apertura durante la settimana.

Il funzionamento della biblioteca è semplice e flessibile: i lettori possono prendere in prestito gratuitamente fino a cinque libri al mese tramite una tessera gratuita e un catalogo digitale, oppure acquistare un volume lasciando un’offerta libera, anche simbolica. Le donazioni raccolte servono a sostenere le spese di gestione e ad acquistare nuovi titoli per mantenere aggiornato il catalogo. Molti dei libri disponibili provengono da donazioni di case editrici come Solferino, Marcos y Marcos e Feltrinelli, oltre che da autori come Andrea Bajani, Alessandro Robecchi e Gianni Biondillo.

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Un progetto sociale e culturale

BAOL non è solo una biblioteca, ma anche un progetto sociale. Infatti, l’idea è quella di creare uno spazio di incontro e di diffusione della cultura in un quartiere dove spesso le famiglie hanno priorità economiche più urgenti rispetto all’acquisto di libri e offrire l’accesso alla lettura senza barriere economiche può, quindi, contribuire a ridurre le disuguaglianze culturali e stimolare l’interesse verso i libri.

Dal punto di vista sociologico, questo tipo di iniziative può essere letto attraverso il concetto di capitale culturale, elaborato dal sociologo Pierre Bourdieu. Secondo questa prospettiva, la disponibilità di libri e l’abitudine alla lettura sono risorse che si trasmettono all’interno delle famiglie e che influenzano le opportunità educative e sociali degli individui. Portare libri e attività culturali nei quartieri, pertanto, contribuisce a ridurre il divario tra chi ha più accesso alla cultura e chi ne ha meno.

Questa iniziativa si inserisce all’interno delle attività che il Comitato Inquilini porta avanti da oltre trent’anni nel quartiere, tra cui doposcuola, assistenza legale e abitativa e corsi di lingua o teatro con l’obiettivo di rafforzare la comunità locale attraverso servizi culturali e sociali.

Biblioteche comunitarie nel mondo

Il modello di BAOL non è un caso isolato: negli ultimi anni, in molte città del mondo si sono diffuse iniziative simili che puntano a rendere i libri più accessibili attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità.

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Uno degli esempi più noti è quello delle Little Free Library, piccole biblioteche di quartiere spesso installate in strada sotto forma di casette di legno in cui il principio è semplice: “prendi un libro, lascia un libro”. Il primo progetto di questo tipo è nato nel 2009 nel Wisconsin, negli Stati Uniti, grazie a Todd Bol, e da allora il movimento si è diffuso in tutto il mondo e ad oggi esistono oltre 200.000 Little Free Libraries in più di 120 paesi, attraverso cui sono stati condivisi centinaia di milioni di libri.

In Italia esistono iniziative simili in diverse città, come biblioteche di quartiere autogestite o spazi di scambio gratuito di libri, alcune di queste nate a Bologna, Napoli e Roma, hanno ispirato anche il progetto milanese. Tutte queste iniziative rientrano in una tendenza più ampia che viene definita come “biblioteche di comunità” proprio perché si tratta di spazi culturali gestiti spesso da cittadini e volontari con l’obiettivo di favorire l’incontro e la partecipazione.

Cultura accessibile e partecipazione

Progetti come BAOL evidenziano come l’accesso alla cultura possa essere riorganizzato in una prospettiva comunitaria, privilegiando modelli fondati sulla collaborazione tra cittadini, volontari, editori e autori rispetto a logiche esclusivamente commerciali.

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Dal punto di vista sociologico, le biblioteche svolgono anche una funzione di costruzione del capitale sociale, cioè di relazioni, fiducia e cooperazione all’interno di una comunità. Studi internazionali hanno, difatti, evidenziato come le biblioteche possano diventare luoghi di incontro e di partecipazione civica, favorendo lo scambio tra persone di età, background culturali e condizioni sociali diverse.

In un periodo in cui l’aumento dei costi rischia di limitare l’accesso alla lettura, iniziative locali di questo tipo dimostrano come sia possibile creare nuove forme di condivisione culturale e come le biblioteche comunitarie non sostituiscano le biblioteche pubbliche tradizionali, ma le affiancano, offrendo spazi informali di incontro e promozione della lettura.

BAOL rappresenta, quindi, un piccolo esperimento milanese con un significato più ampio: ricordare che i libri, oltre a essere prodotti culturali, possono diventare strumenti di comunità, inclusione sociale e partecipazione.

Fonte immagine: Comitato Calvairate-Molise-Ponti, sito ufficiale comitatocalvairate.it

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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