Caro benzina, l’Ue prepara uno scudo. Il piano: flessibilità per le industrie e riduzione bollette
L’Unione Europea non si trova di fronte a una crisi di approvvigionamento energetico, ma a un aumento dei prezzi dell’energia, legato in particolare alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo ha chiarito la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in una lettera indirizzata ai leader europei in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo.

“Shock esterni di postata sismica”
La leader europea ha sottolineato come il vertice si svolgerà ancora una volta in un contesto segnato da “shock esterni di portata sismica”, richiamando le crisi recenti come la pandemia, la guerra in Ucraina e le turbolenze energetiche.
Per far fronte al caro energia, von der Leyen ha annunciato l’arrivo di misure straordinarie, il cosiddetto “scudo energetico”. Il piano prevede maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato per le industrie ad alto consumo energetico, riduzioni delle bollette elettriche per incentivare l’uso dell’elettricità rispetto ai combustibili fossili, oltre a incentivi per contenere i consumi e un’accelerazione nello sviluppo delle fonti rinnovabili.
Costi per l’Ue di circa 6 miliardi di euro
La presidente ha inoltre evidenziato che il conflitto in Medio Oriente, nelle prime settimane successive all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele, ha comportato per l’UE un costo aggiuntivo di circa 6 miliardi di euro per le importazioni energetiche. Da qui la necessità di un intervento “coordinato e urgente”.
Tra i dossier centrali resta la riforma del sistema Ets, il meccanismo europeo di scambio delle emissioni, con l’obiettivo di rendere più realistica la traiettoria verso la decarbonizzazione. Alcuni Stati membri, guidati dall’Italia, ne avevano chiesto la sospensione temporanea a causa della crisi, ma von der Leyen ha difeso il sistema, definendolo uno strumento di mercato, tecnologicamente neutrale e fondamentale per garantire stabilità agli investimenti a lungo termine.
Le misure dell’Ue per far fronte al caro benzina
La Commissione sta comunque lavorando a una revisione del sistema, soprattutto per definire un percorso di riduzione delle emissioni più sostenibile oltre il 2030, adattato alle nuove condizioni globali ed economiche.
La riforma, ha spiegato la presidente, terrà conto delle preoccupazioni dell’industria europea e includerà nuovi parametri di riferimento, un rafforzamento dei meccanismi di stabilizzazione del mercato e strumenti finanziari a supporto della futura banca per la decarbonizzazione industriale.
Sul fronte energetico resta ferma anche la linea nei confronti della Russia. Nonostante il cambio di posizione degli Stati Uniti sotto la guida del presidente Donald Trump sul petrolio russo, il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, ha ribadito che l’Unione non tornerà a importare energia da Mosca.






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