Petrolio e gas arrivano dalla Libia. Buone notizie, Eni scopre altro gas: implicazioni energetiche e geopolitiche

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La Libia torna primo fornitore di greggio per l’Italia, e sul gas novità importanti

Negli ultimi anni il petrolio libico è tornato a essere una componente centrale dell’approvvigionamento energetico italiano, confermando il ruolo strategico del Paese nordafricano nel Mediterraneo.

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Secondo i dati più recenti, nel 2025 la Libia è stata il primo fornitore di petrolio dell’Italia, con oltre 13,6 milioni di tonnellate di greggio importate, pari a circa il 24,2% del totale e in crescita rispetto all’anno precedente.

Si tratta di un dato rilevante perché segnala un cambio di equilibrio nelle fonti energetiche italiane: diminuiscono forzatamente gli acquisti da Medio Oriente ed ex Urss, mentre aumenta il peso dell’Africa e in particolare della Libia.

Due nuove scoperte rafforzano il ruolo strategico della Libia per l’approvvigionamento energetico europeo

La recente scoperta annunciata da Eni segna un passaggio rilevante nello scenario energetico del Mediterraneo. Il gruppo italiano ha individuato due nuovi giacimenti offshore di gas e condensati in Libia, per un volume complessivo stimato superiore a 1 trilione di piedi cubi (oltre 28 miliardi di metri cubi) .

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Le scoperte si trovano nell’area di Bahr Essalam South (BESS 2 e BESS 3), nel Mediterraneo a circa 85 km dalla costa e vicino a un giacimento già in produzione . I test effettuati hanno confermato alta qualità del reservoir e buone capacità produttive, elemento chiave per una futura messa in produzione .

Un tassello nella strategia energetica europea

La scoperta arriva in un momento in cui l’Europa sta cercando di ridurre la dipendenza dal gas russo e diversificare le fonti di approvvigionamento. In questo contesto la Libia rappresenta un partner strategico perché è geograficamente vicina all’Italia e dispone di riserve ancora poco sfruttate. Inoltre è collegata direttamente all’Europa tramite il gasdotto Greenstream.

Eni è il principale operatore internazionale nel Paese e già oggi fornisce una quota significativa del gas esportato verso l’Italia . Le nuove scoperte potrebbero quindi contribuire ad aumentare i flussi verso l’Europa nei prossimi anni.

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Continuità con una strategia di lungo periodo

L’annuncio si inserisce in una strategia più ampia di rilancio delle attività in Libia. Negli ultimi anni Eni ha ottenuto nuove licenze esplorative offshore in partnership con QatarEnergy e avviato progetti di sviluppo per aumentare la produzione di gas riuscendo a riprendere l’attività di perforazione dopo anni di instabilità nel Paese.

L’obiettivo è duplice: sostenere il fabbisogno energetico interno libico e incrementare l’export verso l’Europa .

Impatti economici e industriali

Dal punto di vista industriale, le nuove scoperte presentano diversi elementi di interesse perché sfruttano infrastrutture esistenti (riducendo tempi e costi) in un’area già sviluppata e possono essere integrate rapidamente nella produzione. Questo rende il progetto potenzialmente più rapido rispetto a nuove attività in aree completamente inesplorate.

Il fattore geopolitico

La Libia resta però un contesto complesso. Nonostante un parziale miglioramento della stabilità, il Paese è ancora segnato da divisioni politiche e fragilità istituzionali.

Allo stesso tempo, il ritorno delle grandi compagnie internazionali tra cui Eni, ma anche Chevron e altre major segnala un rinnovato interesse globale per le risorse energetiche libiche .

Per l’Italia, il rafforzamento della presenza energetica in Libia ha anche una dimensione strategica e consolida il ruolo del Paese come hub energetico nel Mediterraneo.

Una scoperta rilevante ma non risolutiva

Nonostante l’importanza dell’annuncio, gli analisti invitano alla cautela. I tempi per la piena messa in produzione potrebbero essere lunghi e dipenderanno da condizioni politiche locali, investimenti infrastrutturali ed evoluzione della domanda energetica globale. Inoltre, nel medio periodo la transizione energetica potrebbe ridurre il peso del gas, anche se nel breve termine resta una risorsa fondamentale.

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Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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