Investimenti InsurTech in crescita accelerata

Il 2024 è stato un anno di svolta per l’InsurTech italiano. Secondo l’Indice di Investimento InsurTech 2024 elaborato dall’IIA e dal Politecnico di Milano, il capitale messo in campo dalle assicurazioni verso startup è esploso a 38 milioni di euro, un incremento di quasi l’875% rispetto ai 3,9 milioni del 2023. Sul fronte interno, gli investimenti in progetti innovativi in-house sono saliti a 375 milioni (da appena 44,8 milioni nel 2023). In entrambi i casi la crescita è esponenziale. Di conseguenza, il numero totale di iniziative passa da 108 a 145 anno su anno. Aumenta anche il coinvolgimento aziendale: l’85% delle compagnie ha intrapreso almeno un progetto interno nel 2024, rispetto all’82% del 2023. Tuttavia, la percentuale di partnership con startup esterne cala dal 55% al 38%, segno che molte imprese stanno spostando l’innovazione all’interno delle proprie organizzazioni. Questo rende ancora più cruciale migliorare le competenze interne: come rileva un comunicato IIA, “l’AI è ormai la priorità per tutti ed è fondamentale creare le competenze a tutti i livelli”.
Parallelamente alla domanda di soluzioni innovative, le compagnie in Italia iniziano a variare la loro offerta distributiva. L’embedded insurance, assicurazioni integrate in nuovi servizi, è ormai al centro degli investimenti (per esempio lungo catene retail o partnership con mobilità condivisa). Secondo l’IIA, un terzo degli investimenti InsurTech viene destinato a reti “abilitanti” digitali e infrastrutture di distribuzione avanzata, testimoniando un orientamento verso il full-stack insurance. Malgrado ciò, l’Italia fatica ad allinearsi all’Europa: il Digital InsurTech Index assegna al Paese un valore 18/30 per il 2024, stabile rispetto al 2023, mentre Paesi come UK, Francia o Spagna superano costantemente il 20/30. L’adozione dell’IA rimane limitata a progetti pilota, anziché progetti di massa, e gli stakeholders avvertono il rischio che «il nostro Paese perda un’opportunità cruciale per rimanere competitivo». Il messaggio è chiaro: non basta immettere capitali, servono indicatori di progresso nell’integrazione reale di AI, IoT e data analytics.
AI e canali digitali: nuovi orizzonti ma gap da colmare
L’analisi dell’IIA individua diverse aree chiave per l’intelligenza artificiale nel comparto assicurativo. I dirigenti intervistati puntano principalmente ad applicazioni di AI per la gestione dei sinistri (64% dei rispondenti) e per la semplificazione del back office (55%). AI e machine learning vengono visti come strumenti per accelerare la valutazione del rischio, l’automazione delle pratiche standardizzate, e il miglioramento dei contact center (contrattualistica e customer management). In prospettiva, si stima che entro il 2026 il 40% delle polizze italiane conterrà componenti di IA integrati. Ciò aprirà nuovi scenari di servizi a valore aggiunto (come prezzi dinamici, consulenze predittive, antifrode evoluto). Tuttavia, anche nel piano strategico di crescita (totalmente finanziato dall’industria a 1,2–1,5 miliardi annui), l’incidenza di AI rimane moderata (10% nel 2026, con 90 M€ nel 2025 e 140 M€ nel 2026). Questo conferma che l’adozione è al momento circoscritta.
Per le PMI e le startup insurtech italiane, la sfida è doppia. Da un lato occorre catturare i flussi di capitale crescenti (incluse le risorse di PNRR e fondi UE per digitalizzazione); dall’altro bisogna sviluppare competenze adeguate a utilizzare queste tecnologie. In particolare, non mancano strumenti a livello europeo per favorire le PMI: il nuovo SME Fund UE 2026 consente voucher fino al 90% per consulenze IP scan e al 75% per brevetti e marchi, e la Commissione sta esplorando incentivi fiscali per startup che integrano IA. Sul versante formazione, occorrono percorsi dedicati di Data Science e AI per il settore assicurativo. Oggi in Italia manca un equivalente del tech apprenticeship o delle certificazioni digitali (riprese dal settore bancario). Secondo il Presidente IIA Brandimarte, se non si colma presto il gap di competenze, si rischia di dipendere da soluzioni estere o di restare indietro nella “seduta globale” dell’innovazione assicurativa. In sintesi, la crescita di investimenti è una grande opportunità per rendere le compagnie italiane più agili e competitive. Il passo successivo sarà trasformare questo slancio in progetti concreti e programmi formativi che permettano alle PMI di guidare la transizione 4.0 anziché subirla.
| Investimento/Indicatore | 2023 | 2024 | Var.% |
| Startup InsurTech | 3,9 M€ | 38 M€ | +876% |
| Progetti interni | 44,8 M€ | 375 M€ | +737% |
| Index Digitale Polimi | 20/30 (2023) | 18/30 (2024) | – |
| Investimenti AI prev. | – | 90 M€ (2025), 140 M€ (2026) | +100% (2025 vs 2024) |





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