Iran, shock dei mercati, rialzo del petrolio, corsa ai beni rifugio e balzo del Bitcoin. Le previsioni degli analisti

Un lunedì da tempesta perfetta. Una giornata ad alta tensione per i mercati globali dopo l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e le successive ritorsioni annunciate da Teheran. Gli operatori temono che un’instabilità prolungata in Medio Oriente possa pesare sui mercati azionari, portando a un rialzo del petrolio.
Lo stretto di Homuz, nodo cruciale per il trasporto di greggio
Le preoccupazioni riguardano soprattutto possibili interruzioni delle forniture legate alla chiusura dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto globale di greggio. Ciò avviene nonostante l’accordo dell’OPEC+ per aumentare la produzione di 206.000 barili al giorno da aprile, incremento modesto pari a meno dello 0,2% della domanda mondiale.
Secondo i broker di IG, alla riapertura degli scambi il petrolio statunitense potrebbe balzare del 9% superando i 73 dollari al barile, il livello più alto da giugno 2025. Le stime di Barclays ipotizzano prezzi tra gli 80 e i 100 dollari in caso di interruzioni significative, mentre la Royal Bank of Canada segnala che i leader del Golfo considerano un petrolio sopra i 100 dollari un rischio serio per la stabilità economica.
Aumento degli acquisti di oro e argento
Che cosa accadrà ai beni rifugio? Gli operatori prevedono un aumento degli acquisti di beni rifugio come oro e argento, già su livelli record, insieme a valute difensive come il franco svizzero e ai titoli del Tesoro americano. Secondo John Briggs di Natixis, la reazione degli investitori sarà «prima rifugiarsi, poi fare domande», dato che la portata delle operazioni militari è risultata superiore alle attese del mercato.
Inoltre, sottolinea Ed Al-Hussainy di Columbia Threadneedle Investments, le valutazioni elevate dei listini globali rendono più facile ridurre l’esposizione al rischio azionario. I mercati restano già sotto pressione per la politica tariffaria statunitense, l’impatto dell’intelligenza artificiale e le tensioni sul credito privato.
Previsioni, tra shock e scenario incerto
Molto dipenderà dalla durata delle eventuali interruzioni del traffico nello stretto di Hormuz. Se la navigazione riprenderà rapidamente, spiega Dave Mazza di Roundhill Financial, l’azionario potrebbe assorbire lo shock; in caso contrario, lo scenario resterebbe altamente incerto. Intanto le compagnie di navigazione Maersk e MSC hanno già disposto la sospensione dei transiti nello stretto.
Balzo del Bitcoin
Il Bitcoin è balzato a 68.000 dollari nelle prime ore di domenica, recuperando quasi tutte le perdite causate dalla guerra di sabato nel giro di poche ore dalla conferma da parte della TV di stato iraniana che il Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso durante i bombardamenti aerei degli Stati Uniti e di Israele.
L’oscillazione da 64.000 a 68.000 dollari è avvenuta in condizioni di scarsa liquidità domenicale, guidata da un singolo titolo. Si tratta di un movimento di capitalizzazione di mercato di circa 80 miliardi di dollari in poche ore.






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