Pos e registratori di cassa, come e quando scattano le verifiche delle Agenzie delle Entrate e le multe

Controlli delle Agenzie delle Entrate al via. Dal 5 marzo 2026 sono partiti i controlli dell’Agenzia delle Entrate sugli esercenti tenuti a collegare i registratori di cassa ai sistemi di pagamento elettronico (POS). In presenza di eventuali anomalie, il Fisco invierà specifiche comunicazioni di avviso ai contribuenti. Nelle lettere i commercianti e professionisti saranno invitati a fornire chiarimenti sulle possibili discrepanze rilevate nei flussi informativi trasmessi.
Quando scattano le verifiche
Le verifiche si concentrano in particolare sulle attività commerciali dove emerge una forte differenza tra gli importi incassati tramite pagamenti elettronici e i corrispettivi trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Oggi l’amministrazione finanziaria è infatti in grado di incrociare automaticamente i dati relativi alle transazioni effettuate con carte di credito o bancomat con quelli registrati al momento della chiusura di cassa.
Questo sistema di controllo è reso possibile dal monitoraggio operativo dal 2022, che consente al Fisco di ricevere dagli istituti bancari le informazioni su tutte le operazioni digitali effettuate presso gli esercizi commerciali. Quando i dati non coincidono, il sistema rileva l’anomalia e può far scattare una richiesta di chiarimenti.
Come prevenire le contestazioni
Per prevenire eventuali contestazioni e controllare la correttezza delle informazioni, esercenti e professionisti possono accedere direttamente al sito dell’Agenzia delle Entrate. All’interno dell’area “Fatture e corrispettivi” è disponibile una sezione che riporta l’elenco dei terminali POS utilizzati e il totale delle operazioni registrate.
Sanzioni fino a 4 mila euro
La legge stabilisce diverse sanzioni per gli esercenti, a seconda del tipo di violazione riscontrata. Se il registratore telematico non è tecnicamente collegato al terminale di pagamento, la multa può oscillare tra mille e 4mila euro. Quando invece una transazione elettronica non viene memorizzata o trasmessa correttamente, è prevista una sanzione di 100 euro per ogni operazione, con un limite massimo di mille euro per trimestre, purché la violazione non comprometta la corretta liquidazione dell’imposta. Nel caso più grave, cioè quando la discrepanza tra gli incassi registrati dal Pos e gli scontrini nasconde un’omissione fiscale, la multa corrisponde al 70% dell’Iva non versata (in passato era il 90%), con una soglia minima di 300 euro per ogni singola operazione.





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