Poste Italiane lancia Opas su Tim, come potrebbe cambia il settore tlc in Italia

Poste Italiane lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) totalitaria su Tim con l’obiettivo di acquisirne l’intero capitale e procedere successivamente al delisting da Euronext Milan. È quanto si legge in una nota del gruppo.
Il valore totale dell’operazione è stimato in circa 10,8 miliardi di euro
L’offerta prevede, per ciascuna azione Tim conferita, un corrispettivo composto da 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane e una componente in contanti pari a 0,167 euro, per una valorizzazione complessiva di 0,635 euro per azione e un premio del 9,01%. Il valore totale dell’operazione è stimato in circa 10,8 miliardi di euro.
Secondo quanto comunicato, l’integrazione tra i due gruppi darebbe vita a una delle principali piattaforme industriali del Paese, con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit pro-forma di circa 4,8 miliardi e una forza lavoro superiore a 150mila dipendenti.
Le sinergie attese, sia sul fronte dei ricavi sia su quello dei costi, sono stimate in circa 700 milioni di euro annui. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026.
Come cambia il settore delle telecomunicazioni in Italia
Sotto il profilo industriale e strategico, l’operazione consentirebbe la creazione di un gruppo integrato con posizioni di leadership nei principali settori di attivita’ in cui e’ presente, facendo leva sulla complementarita’ degli asset industriali, delle competenze tecnologiche e della base clienti delle societa’ coinvolte. La combinazione tra le due realta’ consentirebbe inoltre di ottimizzare e razionalizzare gli investimenti in tecnologia e digitalizzazione, attraverso una gestione congiunta degli IT spending e delle piattaforme, con significativi benefici in termini di efficienza, time-to-market e capacita’ di investimento in tecnologia. L’integrazione contribuirebbe anche al rimodellamento del settore italiano delle telecomunicazioni, promuovendo l’emersione di un operatore di riferimento, con capacita’ finanziarie e scala tali da poter sostenere gli investimenti necessari alla gestione, al mantenimento, all’innovazione delle infrastrutture digitali nazionali e alla fornitura di servizi best-in class ai propri clienti, spiega la nota.






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