Mondiali 2026, l’Iran pronto a fare un passo indietro. Le probabilità di un ripescaggio Italia
L’Iran ha confermato la propria intenzione di partecipare alla Coppa del Mondo 2026, ponendo però una condizione netta: la squadra non disputerà incontri negli Stati Uniti. La federazione ha infatti avanzato una richiesta formale affinché tutte le partite vengano trasferite in Messico, escludendo le sedi inizialmente previste.

Una posizione ribadita con fermezza anche dal ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che ha sottolineato la linea intransigente del governo sulla questione.
La Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) ha stabilito una deadline precisa: entro il 12 maggio, l’Iran dovrà comunicare ufficialmente la propria decisione riguardo alla partecipazione al torneo. Questa scadenza impone una scelta rapida e definitiva alla federazione iraniana, che si trova ora sotto pressione per risolvere la questione.
Uno spiraglio potrebbe aprirsi per un possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiale 2026. Se l’Iran dovesse rinunciare alla partecipazione, gli Azzurri risulterebbero la squadra con il coefficiente più alto tra le escluse, diventando così i principali candidati al subentro.
A rafforzare questa ipotesi concorrono diversi elementi. Da un lato il prestigio internazionale consolidato nel tempo; dall’altro, l’ampia base di tifosi distribuita a livello globale, fattore rilevante per una competizione di tale portata. Incide inoltre il posizionamento nel ranking FIFA, che mantiene l’Italia nelle zone alte nonostante le recenti assenze dalla fase finale del torneo.
Secondo alcune ricostruzioni, anche i cambiamenti ai vertici della FIGC sarebbero stati accolti favorevolmente dalla FIFA. Al momento, tuttavia, non esistono decisioni ufficiali: sul piano regolamentare la possibilità resta aperta, lasciando spazio a un’attesa carica di speranza per un ritorno dell’Italia sulla scena mondiale.





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