Caro carburante, è finito lo sconto fiscale. Quanto costano benzina e diesel da oggi

La notizia in sintesi
- Dal 6 ottobre 2026 termina lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio.
- Le accise mobili non scattano: manca il decreto necessario per utilizzare l’extragettito Iva.
- Il gasolio self service raggiunge una media di 2,244 euro al litro sulla rete stradale nazionale.
- Eni mantiene il tetto ai prezzi, ma non assorbe il ripristino delle tasse sul diesel.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Gasolio, scade lo sconto fiscale: le accise mobili non partono
Il governo italiano non ha attivato le accise mobili sui carburanti alla scadenza dell’ultimo sconto fiscale sul gasolio, terminato alla mezzanotte precedente il 6 ottobre 2026. In Italia viene così meno la riduzione di 6,1 centesimi al litro, mentre il decreto interministeriale necessario per sostituirla non risulta arrivato, secondo quanto riportato da Sky TG24, con materiale ANSA. Il meccanismo annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro delle Imprese Adolfo Urso avrebbe dovuto finanziare nuovi sconti attraverso l’extragettito Iva, senza incidere sui bilanci pubblici.
La mancata attivazione lascia quindi il gasolio senza l’agevolazione statale e accompagna il rialzo dei prezzi alla pompa.
Prezzi alla pompa e decreto mancante: cosa mostrano i dati
Il decreto dei ministeri dell’Economia e della Sicurezza energetica avrebbe dovuto precisare i carburanti interessati, l’entità della riduzione fiscale e la durata dell’intervento. Il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha dichiarato il 6 ottobre: “Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione”. Lo sconto appena scaduto era stato finanziato con tagli ai ministeri: la sua cessazione elimina, per la prima volta da marzo, le agevolazioni introdotte dopo il primo decreto legato alla guerra Usa-Iran.
Le rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit indicano, nella mattina del 6 ottobre, una media self service sulla rete stradale nazionale di 2,043 euro al litro per la benzina e 2,244 euro per il gasolio, mentre in autostrada i valori raggiungono rispettivamente 2,054 e 2,267 euro. Rispetto alla rilevazione del 5 ottobre, la benzina stradale scende da 2,048 euro e il diesel sale da 2,242 euro: il rialzo medio osservato non coincide dunque con l’intero sconto fiscale cessato. Eni mantiene il proprio tetto commerciale, ma precisa che questo non assorbe il ripristino delle tasse: il gasolio aumenta, mentre il prezzo della benzina resta invariato.
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Consumatori critici: gli sconti delle compagnie non sostituiscono quelli fiscali
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, contesta il mancato rispetto dell’impegno annunciato da Meloni il 16 settembre e l’interruzione dei ribassi iniziati il 27 settembre. Anche il Codacons critica l’assenza del decreto e richiama gli sconti autonomi avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil. Il nodo per i prossimi interventi riguarda quindi la distinzione tra iniziative commerciali e riduzioni fiscali: senza un provvedimento che definisca importi e durata, le prime non garantiscono la compensazione delle seconde.
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