Colf e badanti, contributi INPS entro il 10 ottobre: da 1,24 a 2,34 euro l’ora e come pagare senza bollettino
Per le famiglie che hanno in casa una colf, una badante o una baby sitter si avvicina la scadenza dei contributi del terzo trimestre 2026. L’INPS ha ricordato che il versamento relativo a luglio, agosto e settembre si effettua dal 1° al 10 ottobre, e quest’anno il termine cade di sabato. Per molti datori di lavoro domestico è anche una delle prime scadenze senza l’avviso cartaceo nella cassetta delle lettere.

Niente più avvisi per posta sotto i 76 anni
Con la dematerializzazione avviata nel 2026, i datori di lavoro con meno di 76 anni non ricevono più a domicilio bollettini e avvisi pagoPA. Il pagamento passa dai canali digitali, in particolare dal servizio Lavoratori Domestici del Portale dei Pagamenti INPS, dove si può saldare online con pagoPA oppure stampare l’avviso e pagarlo in un punto abilitato. Durante il periodo utile il portale propone nel carrello il bollettino già compilato; se non compare, lo si genera dalla sezione Calcolo contributi indicando il trimestre 3 e l’anno 2026.
Quanto costa un’ora di lavoro domestico
Gli importi dell’anno sono fissati dalla circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026, che ha aggiornato le fasce di retribuzione in base all’inflazione dell’1,4% rilevata dall’Istat tra il 2024 e il 2025. Per i rapporti a tempo indeterminato il contributo orario, quota Cuaf compresa, vale 1,70 euro se la paga oraria non supera 9,61 euro, 1,92 euro per paghe comprese tra 9,61 e 11,70 euro e 2,34 euro sopra questa soglia. Quando l’orario supera le 24 ore settimanali si applica un importo unico di 1,24 euro l’ora. Nei contratti a termine si aggiunge un contributo dell’1,4%, che porta la fascia più alta a 2,50 euro, salvo che l’assunzione serva a sostituire un lavoratore assente.
Un esempio aiuta a orientarsi. Una famiglia che paga 12 euro l’ora una collaboratrice impiegata 20 ore a settimana, e che nel trimestre le ha retribuito 260 ore, verserà 608,40 euro. Con 30 ore settimanali e 390 ore pagate nel trimestre, la tariffa ridotta porta il conto a 483,60 euro.
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Chi è in arretrato e la video guida
Chi non ha versato uno o più trimestri del 2026 trova nell’area riservata MyINPS una video guida interattiva che mostra, rapporto per rapporto, i periodi scoperti e spiega come mettersi in regola. L’Istituto l’ha attivata il 29 maggio per chi non aveva pagato il primo trimestre e all’inizio di settembre per chi era indietro con il secondo. Il collegamento si trova in fondo all’avviso depositato nel Centro notifiche, consultabile anche dalle app INPS mobile e IO, e resta disponibile per sei mesi. Per ricevere gli avvisi via sms o email bisogna aver aggiornato i recapiti, dando il consenso alle comunicazioni dell’INPS.
Le ricevute servono anche per il 730
Conservare la prova dei versamenti conviene anche in vista della dichiarazione dei redditi. I contributi previdenziali pagati per il lavoro domestico sono deducibili, per la parte a carico del datore, fino a 1.549,37 euro l’anno, come spiegato nella guida su come recuperare nel 730 le spese per colf e badante. Chi assiste un familiare non autosufficiente può inoltre valutare la detrazione legata alle spese per gli addetti all’assistenza personale, che segue regole e limiti di reddito propri.
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