Elly Schlein propone un patto contro le manipolazioni dell’IA

La notizia in sintesi
- Elly Schlein propone un patto tra forze politiche sull’uso dell’intelligenza artificiale nella prossima campagna elettorale.
- La segretaria del Pd chiede regole contro la manipolazione di corpi, volti e voci degli avversari.
- A DigithON, Schlein rilancia la proposta di un Cern europeo sull’intelligenza artificiale.
- Bio System Lab vince l’undicesima edizione; Brunello Cucinelli riceve il premio “Oltre l’algoritmo”.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Un accordo tra le forze politiche per stabilire quali usi dell’intelligenza artificiale escludere dalla prossima campagna elettorale. È la proposta avanzata dalla segretaria del Pd Elly Schlein durante la serata conclusiva dell’undicesima edizione di DigithON, a Bisceglie. La richiesta riguarda in particolare la manipolazione dell’immagine e della voce degli avversari politici, oltre alla possibilità di attribuire loro dichiarazioni o comportamenti mai avvenuti.
L’appello si inserisce in un intervento dedicato alla gestione della trasformazione tecnologica. Schlein ha contestato l’attenzione riservata dalla politica all’intelligenza artificiale e ha richiamato la necessità di tutelare la persona e i suoi diritti. Sul piano europeo, ha ribadito il sostegno alla proposta di un Cern per l’IA, sostenendo che la sfida richieda una risposta comune anziché iniziative dei singoli Stati.
La richiesta di regole per la campagna elettorale
Il patto proposto dalla segretaria dem riguarda limiti condivisi nell’impiego degli strumenti di intelligenza artificiale durante il confronto elettorale. Il punto indicato nel suo intervento è evitare che queste tecnologie vengano usate per alterare l’identità degli avversari o costruire attribuzioni false. Schlein ha annunciato che tornerà a rivolgere la richiesta alle altre forze politiche.
“E quindi io ho rivolto un appello e tornerò a rivolgere un appello concreto anche alle altre forze politiche per dire: facciamo un patto. Definiamo alcune regole su come non utilizzare l’intelligenza artificiale nella prossima campagna elettorale, su come non utilizzarla ad esempio per storpiare i corpi, i volti, la voce dei nostri avversari politici, dei nostri competitor, e su come evitare di utilizzarla per attribuire agli avversari delle cose che non hanno mai detto o non hanno mai fatto”.
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La proposta non è dunque presentata come una rinuncia all’uso della tecnologia, ma come una richiesta di accordo sui suoi impieghi nel confronto politico. Il tema delle manipolazioni elettorali è uno degli ambiti concreti sui quali Schlein ha concentrato il suo intervento.
La tutela della persona e la risposta europea
La segretaria del Pd ha collegato l’appello a una critica più generale verso il modo in cui la politica sta affrontando l’intelligenza artificiale:
“Io ho iniziato la direzione del Pd parlando di intelligenza artificiale di cui la politica non si sta occupando abbastanza. Io penso che le notizie di questi ultimi mesi ci diano enormi preoccupazioni.”
Nel descrivere l’approccio che ritiene necessario, Schlein ha distinto le opportunità offerte dall’IA dai rischi per la dignità e i diritti delle persone. Ha inoltre richiamato gli interventi di Francesco Boccia e Antonio Decaro:
“Disarmare non vuol dire rinunciare a una tecnologia, ne avete parlato in questi giorni a Digithon, già strategica, già fondamentale che può portarci anche delle straordinarie opportunità come quelle che elencava prima Francesco Boccia, insieme ad Antonio Decaro. Ma il punto è proprio questo: disarmare l’intelligenza artificiale vuol dire impedire di dominare l’umano, impedire di togliere dal centro la persona umana, la dignità della sua vita, i suoi diritti fondamentali”.
Alla dimensione dei diritti, la segretaria dem ha affiancato quella della cooperazione europea, citando il sostegno a una proposta avanzata da scienziati, tra i quali il premio Nobel Giorgio Parisi:
“Io penso che questa sfida non sia alla portata di nessuno Stato singolo. Penso che l’unione faccia la forza ed è il motivo per cui abbiamo appoggiato con grande convinzione una proposta venuta da molti scienziati europei, uno è italiano, il premio Nobel Giorgio Parisi, che dice che serve un Cern europeo sull’intelligenza artificiale.”
Le premiazioni della serata conclusiva
La finale di DigithON ha visto la vittoria della startup trevigiana Bio System Lab, premiata da Michele Ruta, presidente della Fondazione DigithON, e da Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari e BAT. Durante la serata, che ha ospitato anche panel di approfondimento, Brunello Cucinelli ha ricevuto il premio “Oltre l’algoritmo”.
Per la proposta politica formulata da Schlein, il prossimo passaggio indicato è un nuovo appello agli altri partiti: definire insieme le regole sugli usi dell’intelligenza artificiale da escludere nella campagna elettorale.
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