UNA Lombardia riunisce sei agenzie sull’AI nei processi aziendali

La notizia in sintesi
- UNA Lombardia e UNA Innovation Hub hanno riunito sei agenzie per discutere le applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale.
- Il confronto ha riguardato produzione creativa, pianificazione media, analisi dei dati, strategia, amministrazione e sviluppo commerciale.
- L’integrazione dell’AI nei processi aziendali modifica competenze, ruoli e organizzazione del lavoro.
- La maggiore velocità di esecuzione apre una riflessione sul valore dei servizi e sulla definizione dei prezzi.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
L’intelligenza artificiale entra nell’organizzazione delle agenzie di comunicazione e apre una discussione su come cambiano il lavoro e il valore dei servizi offerti ai clienti. A Milano, UNA Lombardia e UNA Innovation Hub hanno riunito sei agenzie nell’incontro “Creatività Aumentata”, dedicato alle applicazioni già utilizzate e alle loro conseguenze su processi, competenze e modelli di business. L’appuntamento è il secondo di un ciclo di tre incontri organizzati per il 2026.
Al centro del confronto non c’erano soltanto gli strumenti per generare contenuti. La discussione ha toccato anche la pianificazione degli investimenti pubblicitari, l’elaborazione dei dati, il lavoro strategico, le attività amministrative, il monitoraggio economico e la ricerca di nuovi clienti. Il tema comune era il passaggio dalle prove isolate all’inserimento dell’AI nelle attività delle agenzie.
Dagli strumenti ai processi di lavoro
Alla tavola rotonda sono intervenuti Matteo Sbarra, GenAI Director di Alkemy; Lorenzo Cagnato, COO de I MILLE; Federico Spada, Co-Founder di Spada Media Group; Marco Pelà, Head of Customer Experience & Digital di Ogilvy / WPP; Giancarlo Sampietro, CSO di Be Closer; e Angelo De Caro, CEO di Based. A moderare il confronto è stato Andrea Poretti, Delegato Territoriale UNA Lombardia e CEO di CEPAR.
Dalle esperienze presentate emerge un’attenzione alla costruzione di sistemi di lavoro, anziché al solo impiego di singoli programmi. L’integrazione dei modelli con i dati dell’agenzia, il patrimonio di conoscenze interne e le procedure operative è stata indicata come il passaggio necessario per rendere l’AI parte dell’organizzazione.
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Andrea Poretti, Delegato Territoriale UNA Lombardia, ha descritto così la questione:
“Il punto non è più chiedersi se utilizzare o meno l’intelligenza artificiale, ma capire come inserirla concretamente nei processi e nell’organizzazione delle agenzie”
Il problema organizzativo riguarda quindi anche le persone: quali capacità servono, come si distribuiscono i compiti e in che modo il lavoro contribuisce ai servizi destinati ai clienti. Nella lettura proposta durante l’incontro, l’adozione della tecnologia richiede di rivedere questi aspetti insieme ai flussi operativi.
Poretti ha aggiunto:
“L’AI sta cambiando il modo in cui lavoriamo e ci obbliga a ripensare competenze, ruoli e modalità con cui generiamo valore per i clienti. Per questo è importante creare occasioni di confronto che partano dalle esperienze reali e non soltanto dalle potenzialità della tecnologia”.
Esperienze diverse tra agenzie
Il confronto ha messo accanto realtà di dimensioni differenti. Pur condividendo alcuni problemi legati all’introduzione dell’AI, le agenzie hanno illustrato modalità di applicazione diverse. L’incontro ha quindi consentito di discutere le scelte operative attraverso le esperienze dei partecipanti, senza ricondurle a un unico modello di adozione.
Paolo Pascolo, Portavoce dell’Innovation Hub di UNA, ha collocato l’appuntamento nel programma dell’associazione:
“Questo è il secondo di un ciclo di tre incontri sui temi caldi della comunicazione che abbiamo organizzato per il 2026”
Lo stesso Pascolo ha richiamato il contributo delle sei agenzie al dibattito:
“Oggi sei agenzie, grandi, medie e piccole, ci hanno presentato le loro best practice. Abbiamo capito che i temi sull’AI nella nostra Associazione sono simili, ma gli approcci possono essere diversi. L’innovazione passa anche dal confronto sul campo, perché senza il dialogo non si crea l’ispirazione che è la linfa vitale di tutte le nostre organizzazioni”.
Efficienza e valore dei servizi
Un altro nodo riguarda il rapporto tra tempo impiegato e valore del lavoro. La riduzione dei tempi di esecuzione, discussa durante l’incontro, non coincide automaticamente con un aumento del valore prodotto. Se alcune attività diventano più rapide, possono cambiare sia il contributo delle diverse professionalità sia i criteri con cui vengono costruite le offerte e stabiliti i prezzi.
La riflessione si sposta così sulle competenze che accompagnano l’esecuzione: definire una strategia, interpretare le informazioni, sviluppare idee, conoscere i contesti e coordinare persone e tecnologie. È su questo terreno che il confronto ha collocato la discussione sul futuro delle agenzie: non soltanto fare le stesse cose in meno tempo, ma riconsiderare quali attività costituiscano il valore del servizio per il cliente.
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