Intesa Sanpaolo rafforza l’offerta su Mps. Delfin aderirà all’Opas. Giorni decisivi per il risiko bancario

La notizia in sintesi
- Intesa Sanpaolo rafforza l’offerta su Mps: la componente in contanti sale a 1,25 euro per azione.
- Delfin aderirà all’Opas; Caltagirone si oppone alle principali operazioni difensive proposte dai vertici del Monte.
- Il progetto alternativo di Mps punta ad acquisire Banco Bpm e Banca Generali.
- L’assemblea del 29 ottobre è decisiva: l’approvazione delle operazioni difensive farebbe decadere l’offerta Intesa.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Mps-Intesa, il rilancio dell’offerta porta la scelta agli azionisti
Monte dei Paschi di Siena è al centro del confronto bancario italiano dopo il rilancio del 3 ottobre 2026 di Intesa Sanpaolo, guidata da Carlo Messina. L’offerta pubblica di acquisto e scambio, lanciata l’8 giugno, aumenta di 25 centesimi la componente in contanti, portandola a 1,25 euro per azione Mps. Il miglioramento punta a ottenere l’adesione degli azionisti, chiamati anche all’assemblea del 29 ottobre.
Se approveranno le operazioni alternative dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, Intesa farà decadere l’offerta. Il piano del Monte prevede due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, per un valore complessivo annunciato di circa 34 miliardi di euro.
Le posizioni dei soci e i rischi del piano alternativo
Il 4 ottobre Delfin, holding della famiglia Del Vecchio e primo socio Mps con il 17,6%, si è impegnata ad aderire all’Opas e a votare coerentemente con le sue condizioni. L’8 ottobre Francesco Gaetano Caltagirone, azionista con oltre il 10%, ha espresso opposizione alle principali operazioni difensive; Alessandro Benetton conferirà le proprie azioni a Intesa. Crédit Agricole ha annunciato che non aderirà all’offerta Mps su Banco Bpm.
Gli esperti interpellati da Reuters e The Wall Street Journal evidenziano ostacoli al progetto alternativo. Kepler riconosce una logica industriale, ma segnala l’assenza di sostegno preventivo dei principali soggetti coinvolti; Autonomous Research richiama i rischi esecutivi e il premio cui i soci rinuncerebbero. Il Financial Times aveva giudicato favorevolmente l’Opas Intesa e non praticabile la difesa Mps.
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Per Steven Gould e Benoit Valleaux di Oddo BHF, il rilancio sposta la pressione sui soci. Affaritaliani.it riferisce inoltre un’ipotesi, non confermata, di Opa di Generali sull’intera Banca Generali. Da Trieste emerge comunque l’orientamento a non vendere l’istituto: un ostacolo a una componente centrale del progetto Lovaglio, già condizionato dal consenso degli azionisti e da rilevanti rischi di esecuzione.
Assemblea del 29 ottobre, il possibile rinvio e la tutela dei soci
A Sky TG24, Ignazio Angeloni, economista ed ex membro del Supervisory Board della Bce, ha sostenuto che l’offerta Intesa garantisce un futuro a Mps e al sistema bancario italiano. Aveva definito il piano Lovaglio una “mission impossible”. È emersa anche l’ipotesi di rinviare l’assemblea per studiare contromosse.
Sul Sole 24 Ore dell’8 ottobre, il docente di diritto commerciale Giovanni Barbara ha osservato che dilazionare le decisioni difensive potrebbe danneggiare i soci, richiamando l’articolo 104 del Testo Unico della Finanza.
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