Scuola, limite del 30% di stranieri per classe. Più di 4mila scuole superano il tetto. Ma 2 studenti su 3 sono nati in Italia

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A scuola non si potrà entrare con il volto completamente coperto da burqa o niqab. Il divieto riguarda anche l’utilizzo della mascherina chirurgica, salvo nei casi in cui sia giustificata da motivi di salute. Per chi viola le nuove disposizioni è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro. Se a essere coinvolto è un minore, la multa ricade sui genitori.

È una delle principali novità contenute nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri, insieme alle disposizioni dedicate all’integrazione linguistica degli studenti.

Che cosa prevede il decreto scuola

La normativa prevede infatti che, qualora un alunno non conosca sufficientemente l’italiano e questa situazione possa compromettere l’integrazione con i compagni o il rendimento scolastico, anche la famiglia debba partecipare a un percorso gratuito di apprendimento della lingua italiana, nel caso in cui i genitori non la conoscano. La mancata frequenza del corso può comportare una sanzione compresa tra 200 e 1.000 euro.

Tra le misure previste dal provvedimento figura inoltre il cosiddetto tetto del 30% nelle classi. Gli studenti privi di cittadinanza italiana e senza un adeguato percorso scolastico pregresso non potranno rappresentare più del 30% degli alunni di una singola classe.

Le nuove disposizioni intervengono così su due fronti distinti: da una parte le regole relative alla copertura del volto all’interno degli istituti scolastici, dall’altra le misure pensate per affrontare le eventuali difficoltà linguistiche e scolastiche degli studenti di recente inserimento nel sistema educativo italiano.

Oltre 4mila scuole superano il tetto del 30%

Sono 4.223 le scuole italiane in cui la presenza di alunni stranieri supera la soglia del 30%. Si tratta del 7,9% del totale. Un dato che, tuttavia, va letto alla luce di un altro elemento: quasi due studenti stranieri su tre, pari al 65,2%, sono nati in Italia.

I numeri sono stati rielaborati da Skuola.net sulla base degli ultimi dati ministeriali disponibili, relativi all’anno scolastico 2022-2023. La maggiore concentrazione di classi statali oltre la soglia del 30% si registra in Lombardia, dove la quota raggiunge il 16,8% delle classi. Segue l’Emilia-Romagna, con il 15,6%, regione che raggiunge il valore più elevato nella scuola primaria, dove la percentuale arriva al 25%.

Seguono Liguria, con il 13,9% delle classi oltre la soglia, Piemonte (11,2%), Veneto (10,5%) e Toscana (10,4%). Nelle regioni meridionali, invece, il fenomeno risulta molto più contenuto: le classi oltre il 30% rappresentano lo 0,4% del totale in Puglia e Sardegna, lo 0,6% in Campania, l’1,1% in Basilicata e l’1,5% in Sicilia.

Anche a livello provinciale emergono differenze significative. Considerando l’incidenza sul totale degli iscritti, ai primi posti figurano Prato, con il 28%, e Piacenza, con il 25,2%. In termini di numeri assoluti, invece, le presenze più consistenti si concentrano nelle grandi aree metropolitane: Milano conta oltre 82mila studenti stranieri, Roma circa 66mila e Torino 40mila.

Complessivamente, gli studenti stranieri sono circa 930mila e rappresentano l’11,6% dell’intera popolazione scolastica. La maggioranza, però, è nata in Italia: il 65,2% appartiene infatti alle cosiddette seconde generazioni.

Si tratta di bambini e ragazzi nati nel nostro Paese e inseriti nel sistema scolastico italiano fin dai primi anni di vita. Per molti di loro, dunque, la lingua italiana è quella acquisita durante il percorso di crescita e non rappresenta un ostacolo all’apprendimento.

Il dato assume particolare rilievo nell’interpretazione della soglia del 30%. Se dal conteggio delle classi che superano tale limite si escludessero gli studenti stranieri nati in Italia e si considerassero esclusivamente quelli nati all’estero, ossia gli alunni potenzialmente più esposti a difficoltà linguistiche al momento dell’ingresso nel sistema scolastico, la quota di classi considerate critiche risulterebbe significativamente più bassa.

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