Ipsos: il 79% degli italiani vede più sbocchi di carriera all’estero

La notizia in sintesi
- In Italia il 79% degli intervistati ritiene che le migliori opportunità di carriera siano all’estero.
- Il 65% degli italiani giudica favorevole il rapporto tra valore e costo della laurea.
- Il 48% del campione globale percepisce uno scarso benessere psicologico tra i giovani del proprio Paese.
- I risultati saranno presentati al Wellbeing Happiness Forum, il 21 e 22 ottobre a Fiera Milano.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Per il 79% degli italiani intervistati, le migliori possibilità di carriera per i giovani si trovano fuori dai confini nazionali. È uno dei risultati dell’Ipsos Education Monitor 2026, che sarà presentato in esclusiva nazionale al Wellbeing Happiness Forum, in programma il 21 e il 22 ottobre al Centro Congressi Stella Polare di Fiera Milano. L’indagine mette a confronto le opinioni raccolte in 31 Paesi su istruzione, lavoro, salute mentale e uso della tecnologia, mostrando per l’Italia una distanza tra il valore riconosciuto alla formazione e le prospettive occupazionali percepite.
La ricerca è stata condotta online attraverso la piattaforma Global Advisor di Ipsos, tra il 19 giugno e il 3 luglio 2026. Ha coinvolto 23.537 persone di età compresa tra 16 e 74 anni, con campioni nazionali ponderati rispetto ai dati censuari più recenti. I risultati descrivono dunque le valutazioni degli intervistati sulle condizioni dei giovani, non soltanto le opinioni delle nuove generazioni.
Carriera all’estero e valore della laurea
La quota italiana di chi vede all’estero le opportunità professionali migliori supera la media globale, pari al 62%, e si colloca dietro Indonesia e Sud Africa. Nella lettura proposta dall’indagine, l’incertezza economica, la stagnazione dei salari e la pressione dell’inflazione contribuiscono a far considerare l’espatrio una necessità professionale, più che una scelta legata alla formazione o all’esperienza culturale.
Questo orientamento non coincide però con un rifiuto del percorso universitario. In Italia il 65% valuta positivamente il rapporto tra valore e costo della laurea, contro il 53% del campione internazionale. Il 56% consiglierebbe inoltre a un giovane di frequentare l’università prima di entrare nel mondo del lavoro: a livello globale la percentuale è del 49%.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
Il nodo riguarda quindi il collegamento tra ciò che si apprende negli atenei e le competenze richieste dalle imprese, insieme alla possibilità di raggiungere un’autonomia economica. Nicola Neri, CEO di Ipsos Doxa, commenta:
“I risultati dell’Ipsos Education Monitor 2026 evidenziano una tensione crescente tra le aspettative delle nuove generazioni e la loro percezione delle opportunità realmente disponibili”
Neri indica nella collaborazione tra istruzione, imprese e istituzioni la risposta a questa distanza:
“Il segnale più chiaro che emerge dalla ricerca è la necessità di rafforzare il ponte tra formazione, lavoro e tutele sociali. I giovani continuano a credere nel valore dell’istruzione, ma sempre più spesso faticano a vedere una connessione concreta tra il percorso formativo, la possibilità di costruire una carriera soddisfacente e il raggiungimento di una stabile autonomia economica. Per rispondere a questa sfida è necessario un impegno condiviso da parte di istituzioni, sistema educativo e imprese, affinché il talento possa trovare reali occasioni di crescita. Solo così sarà possibile restituire fiducia nel futuro e creare le condizioni per trattenere competenze ed energie fondamentali per lo sviluppo del Paese.”
La salute mentale nelle preoccupazioni degli intervistati
Sul piano internazionale, depressione e disturbi d’ansia sono indicati dal 33% degli intervistati come la principale sfida per il benessere dei ragazzi. La povertà e le disuguaglianze sociali raccolgono invece il 23% delle risposte.
Il 48% del campione globale ritiene che i giovani del proprio Paese abbiano uno scarso benessere psicologico; in Cile la quota raggiunge il 68%. Si tratta di una percezione espressa dalla popolazione intervistata, distinta da una misurazione clinica della diffusione dei disturbi. La ricerca segnala inoltre differenze nella fiducia verso il futuro tra economie emergenti e Paesi occidentali.
Social e intelligenza artificiale: giudizi diversi
Per i social network prevale il sostegno a restrizioni rivolte ai più piccoli. In Italia l’81% è favorevole a vietarne l’uso ai minori di 14 anni, sia a scuola sia nel tempo libero, rispetto al 73% globale. Il divieto ottiene la maggioranza dei consensi in 30 dei 31 Paesi esaminati.
Sull’intelligenza artificiale a scuola, la richiesta di un blocco totale riguarda invece il 45% degli italiani e il 39% del campione internazionale. In Indonesia, Malaysia e Singapore emerge una maggiore apertura al suo impiego per sviluppare competenze digitali e personalizzare l’apprendimento.
Kevin Giorgis, presidente di EFI – Ecosistema Formazione Italia, collega questi risultati al rapporto tra generazioni:
“I risultati dell’Ipsos Education Monitor 2026 impongono una profonda riflessione sul concetto stesso di progresso e sviluppo della nostra società”
La sua lettura mette insieme protezione dei minori, formazione e prospettive economiche:
“I dati evidenziano chiaramente come non sia più sufficiente misurare il benessere di una nazione unicamente attraverso gli indicatori macroeconomici storici. Se quasi la metà della popolazione globale e una quota consistente di cittadini italiani percepiscono i ragazzi come psicologicamente vulnerabili e soffocati dall’ansia per il futuro, significa che il patto generazionale va interamente riscritto. Serve una governance responsabile per proteggere i minori dai rischi della sovraesposizione ai social media, ma occorre anche dotarli di strumenti tecnologici innovativi, di una formazione allineata al mercato e di prospettive economiche concrete. Il Wellbeing Happiness Forum si pone al centro di questa missione, unendo dati, istituzioni e strategie per restituire fiducia, salute mentale e opportunità alle prossime generazioni.”
La presentazione dei risultati alla seconda edizione del Forum porterà questi temi al confronto: il passaggio dalla formazione al lavoro, il benessere psicologico dei ragazzi e le regole per l’impiego delle tecnologie nell’istruzione.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza











VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green