La Sanità Lombarda va difesa con forza evidenziando l’importanza di un approccio basato sull’innovazione
“Sanità Lombarda e innovazione” di Davide Pinoli —

Quello del Professor Gianluca Tartaglia non è solo il pensiero di un grande del settore, ma anche il punto di vista di un uomo che ha speso nella ricerca un’intera esistenza.
«È doveroso continuare ad investire risorse in questo modello di Sanità che, nonostante rappresenti l’eccellenza, ha necessità di più ingenti risorse a favore di una fondamentale e più moderna innovazione “.
Non dichiarazioni sui generis ma il parere di un esperto assoluto nel merito di quella che potrebbe essere oltremodo la miglior Sanità in campo Europeo.
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Strutture all’avanguardia come lo IEO che ha avviato studi pionieristici su nuove terapie oncologiche, l’Humanitas di Rozzano dove è stata impiantata la prima protesi mitralica percutanea in Europa, il San Raffaele dove è stata sviluppata una tecnica di stimolazione elettrica per le lesioni spinali e il Besta che, attraverso un accordo siglato con la Florida riguardante cure neurologiche avanzate, sono a certificare come il sistema Lombardo sia non solo solido, ma anche competitivo a livello internazionale.
Una recente classifica posiziona non solo l’Istituto Mario Negri al top, ma anche il Niguarda come miglior ospedale italiano e 37° al mondo. Inoltre, è giusto anche sottolineare come la Lombardia, senza deficit a livello sanitario, riesce a contenere le spese facendo meglio e garantendo risultati migliori, rispetto ad altre importanti realtà Continentali
Infine, a riprova di quanto scritto, la Lombardia (dove l’aspettativa di vita è superiore alla media europea) ha una spesa sanitaria pro-capite inferiore ai 3.000 euro, rispetto sia alla Francia che alla Germania dove il costo a persona rispettivamente arriva a 4.300 euro e a 6.300 euro.
Al contrario di quanto invece proposto da una narrazione volutamente critica, la Lombardia continua a macinare risultati e ad essere prima in italia per attrazione di pazienti da altre regioni, in quello che è un evidente segnale di fiducia nella nostra sanità.
«Dobbiamo” prosegue il Professor Tartaglia “concentrare investimenti nell’intelligenza artificiale per le analisi dei dati e il miglioramento delle cure, dedicando ancora più risorse alla diagnostica, alla farmaceutica e al medical device”.
Lombardia dunque al vertice, con sette università con facoltà mediche e migliaia tra ricercatori e professionisti del settore, provenienti da tutto il mondo, ma anche con la consapevolezza di dover continuare a crescere e a migliorarsi.
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