La scomparsa di Sergio Erede: il ricordo commosso di Urbano Cairo. Fu decisivo nella scalata a Rcs
La notizia in sintesi
- Sergio Erede è morto a 86 anni a Genova, dopo una caduta accidentale nella sua abitazione.
- In oltre cinquant’anni ha seguito alcune delle maggiori operazioni della finanza italiana.
- Urbano Cairo ricorda il suo contributo decisivo nella conquista di Rcs nel 2016.
- La formazione internazionale, l’attenzione ai dettagli e la selezione dei talenti hanno segnato il suo lavoro.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Morto Sergio Erede, protagonista delle grandi operazioni della finanza italiana
Sergio Erede è morto a 86 anni nella notte del 17 ottobre 2026, in ospedale a Genova, dopo una caduta accidentale nella sua abitazione nella città ligure, secondo quanto riferito dall’ANSA. Avvocato d’affari, era stato per oltre mezzo secolo al centro di acquisizioni, privatizzazioni e battaglie societarie italiane. Dalla scalata di Olivetti a Telecom Italia all’offerta di Urbano Cairo su Rcs, aveva affiancato imprenditori e gruppi industriali nelle operazioni più complesse.
Nel 1999 aveva fondato con Franco Bonelli e Aurelio Pappalardo lo studio Bonelli Erede Pappalardo, poi Bonelli Erede. Il ricordo dei clienti restituisce il profilo di un professionista capace di unire competenza giuridica e lettura strategica degli equilibri finanziari.
Le parole più significative pronunciate da Urbano Cairo in ricordo di Sergio Erede sono: «Uno che la vittoria ce l’aveva dentro». E a proposito della scalata a Rcs «Senza di lui, forse non ce l’avremmo fatta».
Urbano Cairo ha ricordato anche la straordinaria esperienza di Erede nelle operazioni finanziarie, la credibilità dei suoi consigli e appunto il ruolo decisivo svolto nell’acquisizione di RCS nel 2016. Ne ha inoltre sottolineato l’acume, la determinazione, l’umanità e la capacità di immaginare e realizzare progetti considerati impossibili.
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Dalla formazione internazionale alla battaglia di Cairo per Rcs
Nato a Firenze nel 1940, Erede si laureò alla Statale di Milano nel 1962 e conseguì un Master of Laws a Harvard nel 1964, prima delle esperienze negli studi statunitensi. Avviò la professione forense nel 1967 e fondò lo studio Erede Bianchi nel 1969. Seguì, tra l’altro, l’offerta di Generali su Ina, privatizzazioni e quotazioni, lavorando accanto a Roberto Colaninno, Gilberto Benetton, Leonardo Del Vecchio, Violetta Caprotti e Pietro Salini.
Il rapporto con Urbano Cairo, avviato attraverso Stefano Simontacchi, portò all’acquisto di La7 nel 2013 e alla conquista di Rcs nell’estate 2016. L’offerta, annunciata l’8 aprile, sfidava un fronte che comprendeva Mediobanca, Pirelli, Della Valle e Unipol. Nel racconto dell’editore al Corriere della Sera, fu decisiva l’insistenza dell’avvocato per aggiungere 25 centesimi in contanti alla proposta inizialmente composta soltanto da titoli, portandola a 1,04 euro.
«Senza di lui, forse non ce l’avremmo fatta», ribadisce Cairo: il contributo di Erede non fu soltanto legale, ma riguardò la costruzione stessa dell’offerta e la capacità di anticipare le mosse avversarie durante quei cento giorni di confronto con il mercato.
L’eredità professionale passa dalla scelta dei talenti
Accanto alle operazioni resta il metodo di lavoro: lettura personale dei documenti, annotazioni a matita e attenzione ai collaboratori. Erede individuò in Stefano Simontacchi, arrivato nello studio a 38 anni, il futuro managing partner, premiandone le capacità.
Figlio di un direttore d’orchestra e di un’agente teatrale, amava la Scala, i libri e Napoleone Bonaparte. La moglie Paola ne ricordava il desiderio di abitare in ogni angolo del mondo: un tratto personale che affiancava il rigore del professionista.
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