Pensioni, dal 2027 assegni più bassi. Le simulazione di quanto si perderà e chi

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Dal 2027, a parità di contributi versati, la pensione sarà più bassa per effetto dei nuovi coefficienti di trasformazione

Parallelamente, aumenterà anche l’età richiesta per la pensione di vecchiaia: si passerà dagli attuali 67 anni a 67 anni e un mese nel 2027, fino a 67 anni e tre mesi nel 2028.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

La riduzione degli assegni interesserà le pensioni calcolate interamente con il sistema contributivo e la quota contributiva di quelle determinate con il metodo misto. A stabilirlo sono i nuovi coefficienti contenuti nel decreto direttoriale del 16 ottobre 2026, emanato dai ministeri del Lavoro e dell’Economia e pubblicato il 19 ottobre.

Come funziona il sistema contributivo

Il meccanismo di calcolo si basa sul cosiddetto montante contributivo, cioè il totale dei contributi accumulati durante la vita lavorativa, rivalutato secondo le regole previste dalla normativa. Al momento del pensionamento, questa somma viene moltiplicata per un coefficiente di trasformazione, che varia in base all’età in cui si lascia il lavoro.

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I coefficienti vengono aggiornati ogni due anni tenendo conto dell’evoluzione della speranza di vita e degli altri parametri previsti dalla normativa. Se aumenta la durata media della vita dopo il pensionamento, il coefficiente tende a diminuire: il capitale contributivo deve infatti finanziare un periodo di erogazione dell’assegno più lungo.

È questo il meccanismo alla base della riduzione prevista per il biennio 2027-2028 rispetto al 2025-2026. Il risultato sarà un assegno mensile inferiore anche per chi avrà accumulato lo stesso montante contributivo.

Quanto diminuiranno le pensioni: gli esempi

Le simulazioni basate sui dati disponibili mostrano quale potrebbe essere l’impatto dei nuovi coefficienti sugli assegni. Gli importi sono lordi e rappresentano stime indicative.

Con un montante contributivo di 250 mila euro, un lavoratore che va in pensione a 67 anni passerebbe da un assegno di circa 1.078 euro lordi mensili nel 2026 a 1.060 euro nel 2027, con una riduzione di 18 euro al mese.

Per chi lascia il lavoro a 63 anni, a parità di montante, la pensione scenderebbe invece da 954 a 935 euro mensili, con una perdita di 19 euro.

La diminuzione aumenta al crescere dei contributi accumulati. Con un montante di 300 mila euro, l’assegno a 67 anni passerebbe da circa 1.294 euro lordi al mese nel 2026 a 1.272 euro nel 2027: 22 euro in meno ogni mese, considerando tredici mensilità.

L’effetto diventa ancora più evidente per i montanti più elevati. Con 500 mila euro di contributi accumulati, la riduzione stimata è di circa 36 euro mensili. Per un montante di 700 mila euro, invece, il calo arriva a circa 51 euro al mese.

L’età di pensionamento fa la differenza

L’importo dell’assegno non dipende soltanto dai contributi versati, ma anche dall’età in cui si accede alla pensione. In generale, più si posticipa il pensionamento, più elevato sarà il coefficiente di trasformazione e, di conseguenza, l’importo mensile riconosciuto.

Le simulazioni per il 2027, prendendo come riferimento un montante contributivo di 300 mila euro, indicano una pensione lorda mensile di circa 1.156 euro a 64 anni, 1.272 euro a 67 anni e 1.473 euro a 71 anni.

La differenza evidenzia quanto la scelta del momento in cui lasciare il lavoro possa incidere sull’importo dell’assegno. Naturalmente, il risultato effettivo dipende dalla posizione previdenziale individuale e dalle regole applicabili al singolo caso.

Pensione di vecchiaia e anticipata: i nuovi requisiti

A ridursi non sarà soltanto il valore degli assegni. Dal 2027 aumenteranno anche i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione, in seguito all’adeguamento alla speranza di vita.

L’incremento inizialmente previsto era pari a tre mesi dal 2027. Con l’ultima legge di Bilancio, il governo ha però distribuito l’aumento su due anni: un mese in più dal 2027 e altri due mesi dal 2028.

Per la pensione di vecchiaia, il requisito salirà quindi dagli attuali 67 anni a 67 anni e un mese nel 2027, per arrivare a 67 anni e tre mesi nel 2028.

Cambieranno anche i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. Nel 2027 saranno necessari 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028 è previsto un ulteriore incremento di due mesi.

Il quadro che si delinea per i prossimi anni è dunque caratterizzato da due fattori: coefficienti meno favorevoli, che possono ridurre l’importo dell’assegno a parità di contributi, e requisiti più elevati per accedere alla pensione. Per chi si avvicina alla fine della vita lavorativa, diventa quindi fondamentale valutare con attenzione sia la propria posizione contributiva sia il momento in cui maturerà il diritto al pensionamento.

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