Satispay presenta due studi sulle esenzioni fiscali dei fringe benefit

Satispay presenta due studi sulle esenzioni fiscali dei fringe benefit

La notizia in sintesi

  • Satispay ha presentato a Roma due studi sulla stabilizzazione delle agevolazioni fiscali per il welfare aziendale.
  • Le attuali soglie di esenzione dei fringe benefit sono previste fino a dicembre 2027.
  • Secondo Cottarelli e Galli, il welfare può incidere sul PIL fino a quattro volte più di un taglio IRPEF.
  • Il 20% delle aziende intervistate ridurrebbe il budget welfare in caso di mancata proroga delle soglie.

DatamoneyRiassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch

Rendere permanenti le attuali soglie di esenzione fiscale dei fringe benefit, in scadenza a dicembre 2027: è la proposta discussa il 7 ottobre 2026 a Roma, alla Casina Valadier, durante un incontro organizzato da Satispay. Due studi presentati all’evento esaminano gli effetti economici della stabilizzazione e le conseguenze dell’incertezza normativa sulle decisioni delle imprese. Le ricerche sono state commissionate da Satispay, che nel welfare aziendale conta 45.000 aziende clienti e oltre 430.000 lavoratori serviti.

Alberto Dalmasso, CEO e Co-founder di Satispay, ha dichiarato:

“Il welfare aziendale ha assunto un ruolo strutturale nella vita delle imprese e dei lavoratori italiani. Per Satispay supportarne lo sviluppo non è soltanto un’opportunità di business ma anche una responsabilità: in tre anni i lavoratori che usano il nostro welfare sono diventati oltre 430.000, perché le aziende hanno capito che il welfare non è ancillare, ma uno strumento fondamentale per il benessere delle persone. Eppure l’incertezza sulle soglie di detassazione ne limita ancora le potenzialità. I numeri sono chiari: rendere strutturale questa misura è una scelta sostenibile per lo Stato, vantaggiosa per le aziende e, soprattutto, di grande sostegno per i lavoratori, anco ra di più in un contesto in cui l’inflazione frena la crescita dei salari e comprime il potere d’acquisto”.

Le stime su crescita e gettito

L’analisi di Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli confronta il sostegno ai consumi attraverso il welfare con una riduzione equivalente dell’IRPEF. Le simulazioni, basate sui moltiplicatori del modello econometrico della Banca d’Italia, ipotizzano un miliardo di euro di spesa aggiuntiva: il PIL aumenterebbe di 800 milioni nel primo anno e di 1,25 miliardi al terzo. Il recupero fiscale stimato sarebbe rispettivamente di circa 280 e 480 milioni. Il costo netto iniziale della stabilizzazione viene valutato in circa 648 milioni annui.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza

Cottarelli e Galli, rispettivamente direttore e direttore scientifico dell’Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, hanno spiegato:

“Dalla nostra analisi emerge come la temporaneità dei benefici fiscali sia tra i fattori frenanti gli investimenti strutturali delle imprese nel welfare aziendale. Renderne permanente il regime attuale potrebbe favorire una diffusione più capillare della misura, con costi per le casse dello Stato che resterebbero contenuti e in linea con le stime nei primi anni. Rispetto ad altri interventi di sostegno, la stabilizzazione del welfare presenta inoltre un netto vantaggio macroeconomico: incentivando direttamen te la spesa delle famiglie, sostiene la domanda interna e genera un impatto positivo sul PIL fino a quattro volte più elevato rispetto a riduzioni fiscali generalizzate”.

Le scelte delle imprese e gli acquisti dei lavoratori

La ricerca dell’Osservatorio HR Innovation della School of Management del Politecnico di Milano rileva che il 77% delle aziende con oltre 10 dipendenti offre almeno un benefit. Senza proroga, il 20% delle imprese intervistate ridurrebbe il budget alla nuova soglia esente; il 16% conserverebbe l’importo, accettandone l’imponibilità per il dipendente, mentre il 40% non sa come reagirebbe. Tra i lavoratori, il 53% impiega i fringe benefit per beni di prima necessità.

Martina Mauri, direttrice dell’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano, ha commentato:

“Il fringe benefit è oggi lo strumento di welfare con il tasso di utilizzo più alto e con un impatto diretto sul potere d’acquisto reale dei lavoratori. I nostri dati mostrano con chiarezza che l’incertezza normativa non è un problema teorico: si traduce in scelte concrete delle aziende, che rinunciano a investire in welfare quando non possono pianificare su orizzonti pluriennali. Stabilizzare le soglie significa sbloccare un potenziale ancora largamente inespresso.”

Il confronto sulle regole dopo il 2027

Il dibattito con i rappresentanti parlamentari ha riguardato la continuità delle agevolazioni e la possibilità per le imprese di programmare gli interventi. Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, ha dichiarato:

“II fringe benefit sono un importante sostegno al reddito dei lavoratori e delle loro famiglie e, allo stesso tempo, consentono alle imprese di accrescere la propria competitività. Si tratta di uno strumento capace di generare effetti positivi per l’intero sistema economico, favorendo i consumi e la crescita. È per questo che il Governo ha assicurato il finanziamento della misura per un periodo più ampio, offrendo così maggiore certezza anche per il prossimo anno. L’obiettivo deve essere quello di consolidare progressivamente questo strumento, nella consapevolezza che un sistema di incentivi stabile e prevedibile rappresenta un valore aggiunto per il lavoro e per la produttività delle imprese”.

Paola Mancini, senatrice e membro della Commissione Affari Sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociali, ha richiamato anche l’accesso delle piccole imprese:

“Mi occupo da tempo di risorse umane e so che le politiche di welfare si costruiscono solo su regole che durano. Il welfare aziendale è sussidiarietà concreta: un’impresa che si prende cura dei propri lavoratori e delle loro famiglie, e uno Stato che la sostiene senza sostituirsi. Con questo Governo le soglie dei fringe benefit sono salite a 1.000 euro e a 2.000 per chi ha figli, fino al 2027: ora vanno rese stabili e più semplici anche per le piccole imprese, sempre in aggiunta allo stipendio”.

Sulla programmazione pluriennale è intervenuta Elena Murelli, senatrice e membro della stessa commissione:

“Il welfare aziendale non deve essere considerato un costo, ma uno strumento che può contribuire a sostenere il reddito dei lavoratori, le famiglie e, allo stesso tempo, la competitività delle imprese. I dati presentati oggi sono particolarmente significati vi: il 53% dei lavoratori utilizza i fringe benefit per beni di prima necessità e l’incertezza normativa rappresenta già un freno agli investimenti delle aziende.Per questo ritengo importante ragionare sulla stabilizzazione delle attuali soglie di esenzione, superando la logica delle proroghe e offrendo a imprese e lavoratori un quadro certo e programmabile. La ricerca presentata evidenzia inoltre come il welfare azie ndale possa produrre effetti positivi anche sulla domanda interna e sull’economia. Come legislatori dobbiamo quindi lavorare per rafforzare gli strumenti che aumentano concretamente il potere d’acquisto, favoriscono il benessere dei lavoratori e permettono alle imprese di programmare politiche di welfare nel medio-lungo periodo. Rendere più stabile questo sistema significa investire nel lavoro, nelle famiglie e nella crescita del Paese”.

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
NEWS
Le 100 aziende con il miglior ambiente di lavoro: da De Cecco a Ferrero passando per Barilla
di Carolina Bergamaschi • 6 ott
#2
MERCATI
Asta BOT del 9 ottobre, il Tesoro offre 8 miliardi a 12 mesi: rendimenti e come sottoscrivere
di Caterina Chiarelli • 7 ott
#3
NEWS
Colf e badanti, contributi INPS entro il 10 ottobre: da 1,24 a 2,34 euro l’ora e come pagare senza bollettino
di Caterina Chiarelli • 6 ott
#4
NEWS
Anziani non autosufficienti, via libera al piano da 1,5 miliardi: cosa cambia per gli over 70 e le famiglie
di Caterina Chiarelli • 6 ott
#5
NEWS
Prezzi delle case tra i più cari in Ue. Governo valuta aiuti e agevolazioni: cedolare secca al 5% sugli affitti e incentivi prima casa
di Carolina Bergamaschi • 5 ott
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭 Avatar

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
Fact Checked & Editorial Guidelines
Reviewed by: Subject Matter Experts