La Bank of England getta le basi per un rialzo dei tassi

Silvia Dall’Angelo -

La riunione odierna della Banca d’Inghilterra si è protratta a lungo, ma ha gettato le basi per un aumento dei tassi nel prossimo futuro.

Dopo il rialzo di novembre (il primo in un decennio), ora sembra che la Banca stia pianificando la prossima mossa per maggio, purché le condizioni generali lo consentano. Alla luce dei recenti sviluppi dell’economia, delle negoziazioni per Brexit e dei mercati finanziari, questo sembra lontano dall’essere un vero e proprio problema.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

In seguito allo scenario che si è venuto a delineare a partire da novembre, la principale giustificazione a politiche più restrittive è un’evoluzione negativa sul versante dell’offerta dell’economia: in un contesto di crescita potenziale lenta, la capacità inutilizzata sta rapidamente scomparendo. Oggi la Banca ha rivisto le previsioni di crescita per i prossimi due anni, facendo il punto sui recenti sviluppi costruttivi a livello nazionale e internazionale. Il risultato è che si prevede che la domanda supererà l’offerta nell’orizzonte previsto, il che implica un accumulo di pressioni inflazionistiche interne lungo la strada. Di conseguenza, si prevede ancora che l’inflazione supererà l’obiettivo del 2% nel medio termine rilevante per le politiche.

Vi sono altri motivi non dichiarati per cui potrebbe essere auspicabile un ulteriore rialzo dei tassi. Questo rafforzerebbe le armi per affrontare la prossima crisi quando accadrà, il che consentirebbe alla Bank of England di evitare un differenziale di tasso troppo ampio rispetto alla Fed, contribuendo a sua volta a stabilizzare la valuta. Infine, ma non per questo meno importante, contribuirebbe a far fronte alle crescenti preoccupazioni in materia di stabilità finanziaria.

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La persistente forza della domanda mondiale e un possibile aumento dell’inflazione salariale interna potrebbero offrire alla Bank of England l’opportunità di aumentare i tassi in maggio. Tuttavia, alcune cose potrebbero non andare per il verso giusto. I dati economici hanno evidenziato di recente alcune incrinature, in quanto l’analisi Purchasing Managers’ Index sui servizi (il miglior indicatore principale per l’attività nel più ampio settore dell’economia) è diminuito significativamente a gennaio. Rispetto agli ultimi mesi del 2017, i mercati finanziari sono stati recentemente più dinamici. Soprattutto, l’incertezza sull’evoluzione del processo di Brexit è aumentata: la prospettiva di un accordo di transizione entro metà marzo non sembra più una certezza e non vi è ancora chiarezza sulle condizioni finali dell’ accordo che disciplinerà le relazioni con l’ UE.


Silva Dall’Angelo – Senior Economist – Hermes Investment Management

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