FUORICASA: quando uscire dagli schemi significa ritrovarsi. La cantina Cordero di Montezemolo
— a cura di Greta Marilyn Carnieletto —
Ci sono vini che nascono per restare dentro i confini e altri che trovano la propria identità proprio nel momento in cui scelgono di uscirne. FUORICASA appartiene a questa seconda categoria.
La sua presentazione, in anteprima il 25 marzo, ha seguito la stessa filosofia. Non un contesto convenzionale, ma una location dallo stile industriale ed elegante, nel cuore di Milano, dove il vino si è raccontato attraverso un linguaggio contemporaneo, fatto di incontri, arte e condivisione.

Accolti dall’ufficio stampa AB Comunicazione e dalla presenza di Alberto ed Elena, si entra subito in contatto con una storia che ha radici profonde. La cantina Cordero di Montezemolo rappresenta infatti la 19ª generazione di una tenuta vitivinicola fondata nel 1340, inizialmente appartenuta alla famiglia Falletti. Oggi, Alberto ed Elena incarnano la prima generazione Montezemolo, portando avanti questo patrimonio con uno sguardo attuale e consapevole. Elena, in particolare, è entrata in azienda nel 2003, contribuendo a definire un percorso che unisce continuità e rinnovamento.
Si percepisce fin da subito un equilibrio speciale, quello tra eredità e visione. Giovani interpreti di una tradizione radicata nelle Langhe, capaci di portarla avanti con eleganza, ma soprattutto con la volontà di mettersi in gioco in un momento storico in cui il vino è chiamato a evolversi.
Un approccio contemporaneo
FUORICASA, prodotto da uve 100% Pelaverga, nasce con un approccio contemporaneo e si rivela estremamente versatile, capace di accompagnare con naturalezza anche i mesi più caldi, servito leggermente fresco. Nel calice si presenta con un rosso dal colore scarico ma brillante; al naso emergono le note tipiche del vitigno, tra pepe bianco e fragola, che delineano un profilo fragrante e riconoscibile. Il sorso è verticale e dinamico, sostenuto da una freschezza che ne amplifica la bevibilità.
La vinificazione in cemento e le fermentazioni a temperature più basse contribuiscono a preservarne l’integrità espressiva, mentre il breve affinamento, appena un anno in bottiglia, lascia intuire un potenziale evolutivo ancora tutto da scoprire. Viene spontaneo chiedersi come potrà esprimersi tra qualche anno, pur mantenendo già oggi una piacevolezza immediata.
Il dialogo con l’arte
A rendere l’esperienza ancora più immersiva è stato il dialogo con l’arte. Un progetto in collaborazione con MOSTRAMI ART che ha intrecciato vino e dimensione artistica contemporanea, con particolare attenzione al linguaggio digitale e alla partecipazione attiva degli ospiti. Non semplici spettatori, ma parte integrante di un racconto in divenire.
FUORICASA si inserisce così in un momento di trasformazione del mondo enologico, dove tradizione e innovazione non sono più opposti, ma elementi complementari. È una messa in gioco consapevole, un gesto che non rompe, ma amplia. Un vino carismatico, capace di parlare il linguaggio del presente senza rinunciare alla propria identità. Perché, in fondo, uscire dagli schemi non significa perdersi, ma trovare nuove strade per raccontarsi.






VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green