Rotary e AERA, Associazione Europea Rotary per l’Ambiente: il mare sotto osservazione
Il progetto Bluebox. In Sardegna in questi giorni riparte il modello di monitoraggio sostenibile delle acque marine
Un’attività concreta, sul campo, lontana dai grandi annunci ma vicina ai problemi reali del mare. È questo il senso dell’iniziativa promossa da realtà legate al mondo Rotary International e da AERA, Associazione Europea Rotary per l’Ambiente, grazie all’attività in mare di IYFR, Fellowship rotariana della nautica: insieme stanno sviluppando progetti di monitoraggio ambientale delle acque marine, con un focus particolare sulla raccolta di dati utili a individuare fenomeni di inquinamento.
L’operazione più recente si sta svolgendo in Sardegna, dove una collaborazione tra gli squadroni nautici ha dato vita a una missione di rilevazione scientifica in mare aperto. L’iniziativa, nata su impulso dello Squadrone Torino e accolta con entusiasmo dallo Squadrone Alghero, ha coinvolto equipaggi locali e specialisti del settore, tra cui biologi e tecnici ambientali come Aurora Inches, biologa marina e braccio destro di Antonio Inches, fondatore e CEO di OceanHis.

Dati dal mare: come funziona il monitoraggio
Al centro dell’attività c’è un approccio semplice ma innovativo: raccogliere dati ambientali direttamente durante la navigazione a vela. Le rilevazioni vengono effettuate lungo rotte georeferenziate, permettendo di costruire una mappa precisa delle condizioni del mare.
Elemento chiave del progetto è l’utilizzo di tecnologie dedicate, come la “Bluebox”, uno strumento progettato per analizzare parametri fondamentali delle acque, tra cui qualità, presenza di inquinanti e variazioni ambientali.

Il valore aggiunto sta proprio nella modalità operativa: si tratta di un monitoraggio diffuso e a basso costo, il cui budget minimo è fornito dai singoli Rotary Club. Si svolge con utilizzo di imbarcazioni già attive sul territorio e con il coinvolgimento diretto della comunità nautica.
Rotary e AERA: volontariato e iniziative scientifiche per la sostenibilità
L’iniziativa riflette pienamente lo spirito del Rotary, che da anni promuove progetti legati alla sostenibilità e alla tutela delle risorse naturali. In questo caso, il contributo non è solo organizzativo, ma anche culturale: sensibilizzare sul valore del mare e sull’importanza della raccolta dati per proteggerlo.
Accanto al Rotary, AERA svolge un ruolo tecnico e operativo, coordinando le attività di rilevazione e contribuendo alla costruzione di un modello replicabile in altre aree. Il coinvolgimento di figure scientifiche, come biologi marini, garantisce la qualità e l’affidabilità dei dati raccolti.
L’Associazione Europea Rotary per l’Ambiente “AERA” è nata nell’ambito del Rotary italiano nel 1990. Il suo scopo è quello di promuovere la tutela e la conoscenza dell’ambiente in Italia ed in Europa. AERA è un’Associazione riconosciuta dal Rotary International e collabora con tutti i Club, i Distretti e i singoli rotariani che condividano l’attività di informazione e di sensibilizzazione nel campo della tutela ambientale.
Un progetto “no profit” ma ad alto impatto
Uno degli aspetti più rilevanti è la natura dell’iniziativa “Bluebox”: è completamente no cost e no profit. Le attività sono sostenute da volontari, appassionati e professionisti che mettono a disposizione competenze e mezzi per un obiettivo comune.
I dati raccolti saranno oggetto di una relazione finale, che verrà condivisa pubblicamente, contribuendo così alla conoscenza delle condizioni ambientali e supportando eventuali interventi futuri. L’iniziativa non si ferma alla dimensione scientifica. La copertura da parte di emittenti locali e la comunicazione sul territorio amplificano il messaggio, portando il tema della tutela del mare all’attenzione di un pubblico più ampio.
Il progetto dimostra che la tutela ambientale può nascere anche dal basso, attraverso collaborazioni tra associazioni, comunità locali e mondo scientifico. Non servono sempre grandi infrastrutture: bastano competenze, coordinamento e una visione condivisa. E in questo caso, anche una barca a vela può diventare uno strumento di ricerca, contribuendo concretamente alla difesa del mare.






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