Elezioni Regno Unito, cosa aspettarsi in caso di vittoria dei conservatori

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Secondo gli ultimi sondaggi, ci sono buone possibilità che nel Regno Unito il partito conservatore riuscirà a tornare al Governo raggiungendo nelle prossime elezioni una discreta maggioranza. L’ultima analisi di YouGov dà al partito conservatore un vantaggio di nove punti rispetto al partito laburista. Come accadde nelle elezioni del 2017, il distacco tra i due partiti non è diminuito, il che significa che gli investitori sono sempre più fiduciosi che nelle prossime elezioni sarà il partito conservatore a vincere. Un vantaggio del genere, compreso tra gli otto e i dieci punti, dovrebbe equivalere a una maggioranza compresa tra 30 e 50 seggi con il sistema elettorale inglese first past the post.

Secondo il nostro parere, un governo conservatore, con un’ampia maggioranza, comporterebbe una serie di importanti implicazioni di carattere sia politico che economico. La prima è l’eliminazione dell’incertezza derivante dalla Brexit: una maggioranza conservatrice significherebbe infatti che il nuovo Governo sarà in grado di ratificare l’accordo di recesso dell’UE entro la fine di dicembre. I mercati valutari hanno ampiamente prezzato questo risultato; i risk reversal GBP/USD, che mostrano il costo di un’opzione d’acquisto della sterlina rispetto al costo di un’opzione di vendita, si sono spostati in favore della prima. Inoltre, la vittoria dei Tory allontanerebbe il timore di un governo laburista, un’ipotesi che preoccupa gli investitori istituzionali e privati.

L’incertezza derivante dalla Brexit ed il timore di un Governo laburista sono stati infatti due fattori che negli ultimi 4 anni hanno portato a un calo degli investimenti sugli asset del Regno Unito, ma, se i conservatori riuscissero a vincere le elezioni con una grande maggioranza, probabilmente ciò porterà a un rally di alcuni asset inglesi.

Proseguendo, riteniamo che con i conservatori al potere con una grande maggioranza, il nuovo governo promuoverà stimoli fiscali su larga scala che porterebbero a migliori risultati di crescita nel breve periodo. Questa azione è necessaria a nostro parere, data la scarsa performance dei dati PMI del Regno Unito negli ultimi mesi.

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Infine, un Governo Tory porterebbe ad un ulteriore apprezzamento della sterlina. Secondo il consenso degli esperti, la valuta inglese dovrebbe salire a 1,35 contro il dollaro statunitense. I dati economici negli Stati Uniti alla fine di novembre e all’inizio di dicembre sono stati deludenti. Di conseguenza, riteniamo che i mercati potrebbero iniziare a prezzare un allentamento della politica monetaria del Fomc all’inizio del 2020, che peserebbe sul dollaro statunitense determinando un ulteriore rialzo del cambio tra le due valute.  La liquidità tende inoltre ad essere piuttosto scarsa a dicembre e quindi, qualsiasi manovra di rialzo indotta dalle elezioni generali potrebbe essere piuttosto aggressiva e cogliere il mercato di sorpresa. In conclusione, pensiamo che un passaggio a livelli di circa 1,35 o addirittura 1,37 sia del tutto fattibile. Nel lungo periodo, riteniamo che il cambio Gbp/Usd possa salire a livelli di circa 1,40 o addirittura 1,45. Stimiamo un fair value di circa 1,45, ma notiamo che in un ciclo di allentamento della Fed, il cambio potrebbe superare ulteriormente questi livelli.

In conclusione, se l’accordo sulla Brexit dovesse essere firmato, il Regno Unito entrerà in un periodo di transizione fino al dicembre 2020, in cui continuerà a godere dei diritti e delle responsabilità derivanti dal fatto di essere ancora membro dell’Unione europea durante questo lasso di tempo. In questa fase Regno Unito e Ue avvieranno poi i negoziati commerciali, ma bisogna ricordare che all’Unione europea in genere occorrono tra i cinque e gli otto anni per negoziare accordi commerciali. A nostro avviso è quindi eroicamente ottimista chiunque ritenga che le due parti riusciranno a raggiungere un accordo commerciale di così ampia portata in solamente un anno. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato che non prolungherà il periodo di transizione, ma questa non è una posizione credibile a nostro avviso e probabilmente l’Unione europea non vorrà trovarsi con la minaccia di un “no deal” alla fine del 2020, il che vuol dire che è probabile una proroga del periodo di transizione.

Gli ultimi dati economici del Regno Unito suggeriscono che l’economia stia rallentando, e questo potrebbe spingere la BoE a ridurre i tassi nel primo trimestre del 2020. Ciò è stato già ampiamente prezzato e riteniamo che non peserà troppo sulla sterlina.

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