L’azionario resta attraente nella crisi del coronavirus

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Nella fase attuale di emergenza dettata dal coronavirus (Covid-19), i mercati azionari hanno registrato una correzione importante dai livelli massimi raggiunti a metà della scorsa settimana. La nostra view è che se un tale sell-off, innescato probabilmente anche da algoritmi e sistemi di trading passivi, dovesse perdurare fino a raggiungere un ulteriore 5%/7% di correzione dai livelli attuali, si presenterebbe un’interessante porta d’ingresso per aumentare l’esposizione azionaria.

Fino a pochi giorni fa il tema del Covid-19 sembrava essere circoscritto alla Cina, con assunzioni di ricadute sul Pil domestico e altrettanto immediato recupero che portavano i mercati finanziari a essere particolarmente compiacenti anche grazie al sostegno delle banche centrali. Il diffondersi del virus in Europa e in particolare in Italia ha fatto emergere i timori di un congelamento dell’attività manifatturiera, dei servizi, e via dicendo. A tali timori, il mercato ha risposto con una reazione immediata, lasciando poco spazio agli operatori per aggiustare le posizioni, probabilmente molto poco avverse al rischio fino a solo pochi giorni fa. È evidente che le ripercussioni economiche saranno importanti, con una probabile contrazione del Pil europeo e, come annunciato ieri dall’ente sanitario americano, anche negli Usa in caso di contagio oltreoceano.

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In questa fase, i rendimenti da titoli governativi e corporate, nonostante qualche allargamento di spread, sono sempre estremamente bassi. Questo continua a mantenere attraenti i rendimenti garantiti dall’equity.

Inoltre, il tema coronavirus potrebbe essere preso come motivazione necessaria e sufficiente per il tanto discusso easing fiscale. Visti i problemi in Italia di probabile contrazione del Pil nel primo trimestre, il tema dei gilet gialli in Francia e le difficoltà del settore automobilistico in Germania, una svolta su un’apertura a una minore fiscalità coordinata a livello europeo potrebbe finalmente dare il cambio alla politica monetaria della Bce.

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