Ripresa economica, risveglio dei ciclici e deficit dell’oro nero

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Dopo il lungo letargo causato dalla pandemia, i ciclici hanno avuto un risveglio turbolento che sta mettendo a dura prova gli equilibri tra domanda e offerta delle principali commodity, tra cui il petrolio. La domanda corrente di greggio è di circa 97.5 milioni di barili al giorno, mentre 6 settimane fa si aggirava attorno a 95 milioni di barili al giorno. Infatti, se durante la crisi pandemica il prezzo del petrolio ha toccato livelli negativi ($-37.63 al barile), il che teoricamente significa che i produttori dovevano pagare i compratori di petrolio per negoziare i barili del greggio, con la ripresa economica in US la domanda dell’oro nero ha toccato livelli elevatissimi, aumentando il divario tra domanda e offerta. In Nordamerica, stimiamo che il deficit di petrolio sia in gran parte alimentato dal settore travel. Molti statunitensi non sono riusciti a viaggiare per piacere negli ultimi 18 mesi, e stimiamo che la stagione estiva del 2021 sia la prima opportunità per riprendere l’abitudine a spostarsi.

Focalizzandosi sia sull’ottica industriale che su quella produttiva stimiamo che i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) stiano avendo difficoltà a raggiungere la loro quota di produzione e che non siano gli unici. Infatti, anche la Russia, uno dei tre principali estrattori e lavoratori del greggio, sta faticando a mantenere domanda e offerta allineate. A questo punto risulterebbe opportuno domandarsi da cosa è causato lo shortage dell’oro nero.

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Reputiamo che la carenza di petrolio derivi fondamentalmente da una mancanza di investimenti nel settore. Molti paesi non hanno sufficientemente investito in impianti di estrazione e raffinazione del greggio. Gli unici che reputiamo aver investito soddisfacenti flussi di denaro sono gli Emirati Arabi, che hanno principalmente investito negli impianti di produzione in modo tale da incrementare le economie di scala ed essere pronti a soddisfare l’aumento della domanda di petrolio nel futuro. Tuttavia, non sufficiente a soddisfare la domanda globale. Il deficit delle commodity non riguarda solo il petrolio, ma crediamo che vi sia anche carenza di cacao e zinco oltre a diversi mercati. Quindi, indipendentemente dal settore di produzione (che sia agricoltura o estrazione di petrolio), stimiamo che non siano investite sufficienti risorse in molte delle commodities e con la ripresa economica, dove i settori ciclici dominano la scena aumentando i livelli di domanda, tale deficit è ancor più evidente.

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