Case auto sotto pressione: nei prossimi due anni utili in contrazione del 4-6%

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Con una media di circa l’8,5% di EBIT annuo, le case automobilistiche hanno negli ultimi tempi registrato utili a livelli record. Sulla scia della scarsità di materiali dovuta al Covid-19 e dalla successiva carenza di semiconduttori, le aziende si sono concentrate su modelli di qualità superiore e sui canali a più alto margine, spingendo su prezzi più alti. Questo è quello che emerge da una nuova ricerca di Bain & Company sul settore dell’automotive.

“Dopo un anno nero per il settore, anche se non per le case automobilistiche, ora anche per i costruttori si prospettano tempi duri”, spiega Gianluca Di Loreto, Partner Bain & Company. “Da un lato, l’offerta di semiconduttori sta migliorando, dall’altro, la situazione economica generale si sta deteriorando. Di conseguenza, si verrà a creare un clima ad elevata concorrenza e i prezzi potrebbero tornare a scendere, mentre i costi aumenteranno a causa dell’inflazione. In questo contesto, nei prossimi due anni, i margini medi delle case auto potrebbero di fatto dimezzarsi. A livello globale, i volumi dei produttori saranno impattati dalla riluttanza dei clienti ad acquistare nuove auto a causa della situazione economica. In Italia la situazione è anche peggiore, con un mercato a volumi che ha chiuso il 2022 il 10% sotto i valori registrati nel 2021, ben -16% solo sul canale privati. A totale, siamo oltre il 30% sotto ai volumi pre-pandemia del 2019”.

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Da due anni a questa parte, i fornitori stanno lottando con una redditività in calo. Nei primi tre trimestri del 2022, il loro margine EBIT medio è sceso a circa il 4,5%. Fino allo scoppio della pandemia, questo margine era sempre stato compreso tra il 5 e l’8%, da 1 a 2 punti percentuali al di sopra del margine dei produttori. Le uniche eccezioni sono state gli anni della crisi finanziaria del 2008 e del 2009.

“Oltre alle conseguenze della pandemia, molti fornitori del settore automobilistico stanno soffrendo per l’interruzione delle catene di fornitura, la carenza strutturale di semiconduttori e il forte aumento dei costi dei materiali e dell’energia, soprattutto a causa del contesto geopolitico europeo. Alcune aziende stanno già lavorando a programmi di efficientamento e trasformazione di vasta portata. Ma molte devono ancora recuperare, anche perché i fornitori non possono ribaltare sui propri clienti (le case) il 100% degli incrementi”,prosegue Di Loreto.

Per molti produttori, l’attenzione è rivolta alla riconversione verso la mobilità elettrica e ai progressi verso la neutralità climatica. “Anche se può sembrare paradossale in tempi di margini alti” sottolinea Di Loreto, “l’ordine del giorno è ottenere un aumento significativo della resilienza del modello operativo. In sintesi: diventare più flessibili per poter gestire meglio i cambiamenti futuri. E questo richiede rigorosi programmi di efficienza e trasformazione, oltre a fondamentali miglioramenti strutturali. Il possibile cambio dei modelli distributivi va analizzato anche in questo contesto”.

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Bain ha identificato cinque leve che consentono alle case automobilistiche di mantenere la propria redditività nel miglior modo possibile.

  • Nei prossimi mesi è necessario provare, per quanto possibile, a mantenere il livello dei prezzi del recente passato, pur nel contesto descritto. L’industria sta beneficiando del fatto di essere stata in grado di superare il proprio modello di business tradizionale – guidato da elevate capacità produttive – durante la pandemia. L’attuale situazione, con domanda superiore all’offerta, ha consentito margini significativamente più elevati. Per evitare una ricaduta nel vecchio modello, le strutture organizzative e le capacità produttive dovranno essere adattate di conseguenza.
  • Molte case automobilistiche sono ancora lontane dal raggiungere i loro obiettivi in termini di strutture e costi fissi, obiettivi rimandati sulla scorta dell’effetto prezzo positivo; il loro raggiungimento richiede ora misure di più ampia portata, ad esempio in termini organizzativi e di adattamento delle capacità alla pianificazione delle vendite regionali a medio e lungo termine.
  • La cooperazione è oggi l’elemento fondamentale della catena del valore: se produttori e fornitori creano collaborazioni mirate, possono ridurre i costi in modo sostenibile
  • Minimizzare i rischi: le case automobilistiche sono ancora fortemente dipendenti da singoli mercati di vendita come la Cina, gli Stati Uniti o l’Unione Europea o da alcuni fornitori e partner di sistema. Per aumentare la resilienza, è indispensabile cercare di ottenere un profilo di rischio il più possibile equilibrato e distribuito su più pilastri.
  • Anche se l’aumento dell’efficienza è una priorità nel breve termine, tutte gli interventi devono essere realizzati in coordinamento con gli obiettivi di decarbonizzazione. Perché lo sviluppo di prodotti e modelli operativi con una minore impronta carbonica è una precondizione per rimanere competitivi nel medio e lungo termine. Una quota dei consumatori, in crescita, se lo aspetta.
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“Per incrementare la propria efficienza e portare avanti con successo la trasformazione non si può prescindere da una stretta collaborazione tra produttori e fornitori. Le case automobilistiche raggiungeranno i loro obiettivi solo al fianco di partner efficienti. In questo scenario, la gestione della liquidità sarà cruciale. Alla luce di queste previsioni, è indispensabile adottare misure rapide e decise: i player che rimangono inattivi e aspettano, saranno sottoposti a pressioni molto più forti in seguito e potranno solo reagire passivamente al contesto. Come già dimostrato con le crisi del 2017 e del 2020, i player che escono più forti dopo una crisi sono sempre e solo quelli che si sono organizzati prima dell’arrivo della crisi, non quelli che hanno reagito durante la crisi.”,conclude Di Loreto.

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