Politica economica. Intervista ad Alessandro Arrighi sul controllo pubblico della moneta

L’Antidoto all’economia della mediocrazia —

Intervista ad Alessandro Arrighi

Da studioso di Economia Aziendale e commercialista lei ha proposto un approccio diverso alla politica economica, sostenendo che l’approccio alla dottrina, si stia “aziendalizzando”. Nel suo Testo, “L’Antidoto all’economia della mediocrazia”, sostiene che si stia passando da un sistema di controllo pubblico della moneta a un sistema di privatizzazione, cosa intende?

Tradizionalmente, la generazione di moneta poteva avvenire solo in modo verticale, e cioè sulla base di quanto deciso da un’autorità centrale, che decideva la base monetaria e pianificava così la sua velocità di circolazione. Oggi con l’avvento della criptovaluta, la quantità e il valore della “moneta privata” prodotta, derivano proprio da quanti partecipanti sono collegati alla rete, e l’algoritmo, che determina tali parametri, non è appannaggio delle cosiddette autorità monetarie, né al momento possibile da controllare per alcuna autorità pubblica.

Ma nulla vieta che questa funzione sia svolta da una rete che ha un controllo pubblico?

Ciò che crea il valore è un meccanismo che è più simile a quello della propagazione  dell’informazione che non a quello della circolazione tradizionale della moneta. Una moneta elettronica vale se e in quanto viene diffusa sul mercato e dal mercato stesso. Vale se viene utilizzata per le transazioni.

Non vi è chi non veda, come questa possibilità possa determinare, proprio per gli stati, o quantomeno per quegli stati che, per primi, sfrutteranno questa possibilità, un’opportunità incredibile per generare una moneta “privata” di “matrice genetica pubblica”, che potrebbe di fatto rappresentare un nuovo standard “quasi-monetario”.

E quindi qual è la Sua proposta?

La mia proposta è proprio questa, quella di creare prima degli altri stati, e prima che l’Europa metta sul mercato l’Euro digitale, una moneta elettronica per la quale, il meccanismo di “minazione” sia gestito, controllato e certificato dallo stato, pur avendo tale moneta  tutti i principi di sicurezza e criptazione di topo privatistico e pubblico,  utilizzati dalle monete elettroniche “private”.

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Ma quindi sta proponendo un vero e proprio meccanismo di “minazione” pubblica, e non solo un sistema pubblico di registrazione delle transazioni elettroniche.

La blockchain che sia garantita da una sistema di registrazione pubblico sarebbe già un grande passo avanti, ma la verità è che il meccanismo della “minazione pubblica” avrebbe contestualmente  un effetto migliorativo o fortemente migliorativo sul rapporto tra PIL e debito pubblico, diminuendo il denominatore e, al contempo, potenzialmente aumentando il numeratore per l’effetto che tale operazione avrebbe sulla circolazione monetaria, in senso allargato, intendendo cioè il concetto di moneta, in un senso più lato, ossia, comprensivo di questi nuovi strumenti di pagamento appositamente studiati per l’economia digitale.

E quali sarebbero complessivamente  gli effetti?

La gestione di tale meccanismo avrebbe almeno tre effetti, da un lato, consentirebbe la creazione di uno standard delle transazioni moderno e adeguato alla citata economia 5.0, che pur avendo tutte le caratteristiche di una moneta privata, assocerebbe, come detto, a tali strumenti di garanzia tecnologica, la supervisione e le certificazioni di un sistema pubblico, di conseguenza, si  avrebbe l’effetto di costituire, a differenza di quanto accadde attualmente per le cripto valute, un algoritmo di tutela e garanzia contro il rischio del riciclaggio, dando quella garanzia di legalità a tutti i nodi della catena che oggi è sempre mancata alle  transazioni in cripto valuta. Non si deve dimenticare che un token è un insieme di informazioni digitali all’interno di una blockchain che conferiscono un diritto a un determinato soggetto, la tokenizzazione è la conversione dei diritti di un bene in un token digitale registrato su una blockchain (letteralmente catena di blocchi),  La blockchain è pertanto una  sorta di registro delle transazioni, e pertanto l’utilizzo di una blockchain controllata dalle autorità sarebbe il più efficace strumento per impedire non solo il riciclaggio, ma anche l’evasione fiscale.

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Mi scusi, ma tipicamente le monete, sono state utilizzate esattamente per il fine opposto rispetto a quello che lei descrive. Stiglitz, economista ed ex presidente della banca mondiale, sostiene che andrebbero bloccate.

Stiglitz sostiene che, in effetti,  avrebbe dovuto essere bloccato sul nascere, il fenomeno della stampa di denaro da parte di privati per i quali non c’è, attualmente, alcuna autorità centrale che sia in grado di esercitare il controllo. Le transazioni e il rilascio avvengono collettivamente in rete, pertanto non c’è una gestione di tipo “centralizzato” fatto che evidentemente costituisce un primo (e non l’unico)  impedimento assoluto alla diffusione dello strumento come strumento di legalità certificata. La Blockchain, per quanto qui interessa, è semplicemente  un registro pubblico delle transazioni in ordine cronologico.

Quello che invece va assolutamente considerato, è l’attitudine  della moneta digitale a essere  alla base dell’economia digitale e, al contempo, come ho detto, un mezzo efficace per il contrasto del riciclaggio. In questo senso, in particolare, l’utilizzo della blockchain, è un sistema di registrazione delle transazioni geneticamente consente un immediato “tracciamento” delle transazioni, con l’ovvio conseguente vantaggio per chi ne fa utilizzo in termini di garanzia della legalità: utilizzando una piattaforma decentralizzata e gestita direttamente da un’autorità di tipo governativo, una sorta di Banca Centrale Digitale,  le autorità di regolamentazione e i clienti potrebbero avere un accesso sicuro e diretto al sistema di conformità ed estrarre rapporti di conformità; in questo modo impendendo qualsiasi rischio di transazione non tracciata. Questa condivisione di informazioni, dei partecipanti al sistema, chiamati nodi, infatti, attraverso il meccanismo della Blockchain (o distributed ledger) consentirebbe di dimostrare la conformità normativa o quantomeno ricostruire la tracciabilità in tempo reale, migliorando così la trasparenza con i regolatori e riducendo drasticamente i costi di conformità e utilizzo. Nella sostanza, la Blockchain, è una lista in continua crescita di record, chiamati block, che sono collegati tra loro e resi sicuri mediante l’uso della crittografia e che, per loro natura prevedono di essere sempre tracciati.

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Crede che questo possa essere l’orientamento del governo italiano, dopo essersi garantito i fondi del Pnrr?

Draghi da Presidente della Banca Centrale Europea ha cambiato la visione monetaria restrittiva dell’Unione, ma dopo la pandemia, non è più sufficiente. Occorre creare dei meccanismi di correzione a livello locale e non è certo né attuale, né ragionevole pensare a una seconda moneta corrente, la criptovaluta è certamente la prossima soluzione: forse l’unica soluzione che possa avere davvero una valenza sociale e salvare, al di là dei fenomeni propagandistici, il sistema economico che ormai, dopo quello che è successo necessita di soluzioni nuove e straordinarie.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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