La Sicilia e la Dieta mediterranea protagoniste a Dubai

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La Regione Sicilia – Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – , in occasione della “VIII Settimana della Cucina Italiana nel mondo”,ha fatto tappa negli Emirati Arabi con un importante evento che, lo scorso 16 novembre, ha voluto celebrare, a livello internazionale, le eccellenze agroalimentari dell’isola, oltre che evidenziarne l’enorme potenziale e l’inestimabile valore attrattivo.

Durante l’evento si è svolto un esclusivo “show cooking”, tenuto dagli Chef Ambasciatori del gusto Siciliano, Giacomino Drago (Il Pastaio), Tanino Drago (Drago Restaurant Group Los Angeles) e Alessandro Miceli (Amunì Restaurant). Lo spettacolo che si è svolto presso l’Amuni Restaurant&Lounge del Trade Centre di Dubai, ha fatto da perfetta vetrina per omaggiare la tradizione culinaria siciliana, oltre che per gustare i sapori dei prodotti e dei piatti tipici.

In questa occasione si è tenuta una conferenza stampa con la presenza del console italiano a Dubai, Giuseppe Finocchiaro, l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Lorenzo Fanara e Luca Sammartino, Assessore dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea e Vice Presidente della Regione Sicilia, che ha dichiarato: “La storia della cucina siciliana affonda le radici nella tradizione araba, una contaminazione che ha reso i nostri prodotti delle vere e proprie eccellenze. È questo il suo punto di forza: essere crocevia di culture e popoli. La sfida che abbiamo davanti è sostenere le aziende siciliane nella conquista di nuovi mercati e nella promozione dei nostri prodotti. La grande attenzione che ho riscontato negli Emirati Arabi dimostra che l’obiettivo è a portata di mano».

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Oltre alla presentazione del dossier di candidatura per la nomina della Sicilia a Regione Europea della Gastronomia 2025, si è parlato anche del valore della biodiversità che caratterizza la produzione agricola dell’isola, e del coinvolgimento dei giovani nel settore dell’agricoltura siciliana.

Le iniziative presentate a Dubai sono state finalizzate alla promozione dei prodotti gastronomici siciliani e alla valorizzazione della Dieta Mediterranea, con l’obbiettivo di segnalare il pregio delle tradizioni culinarie e il loro rapporto con il benessere individuale, sociale e ambientale.
La cucina italiana, la Dieta Mediterranea e le relative modalità di coltivazione tradizionali, unite alle innovazioni del settore agroalimentare italiano e del Sud del Mediterraneo, sono in linea non solo con il benessere dell’individuo, ma anche con quello ecologico: come dimostrato dai recenti studi, l’impatto sull’ambiente risulta sostenibile, sia a livello di emissioni di CO2 che come influenza sui comportamenti e sulle abitudini dei cittadini. Non a caso, sempre più spesso il tema del recupero delle tradizioni culinarie richiama il valore di antiche modalità di produzione e lavorazione.

Entrando a far parte della Piattaforma delle Regioni Europee della Gastronomia e collaborando con l’IGCAT (Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo), la Sicilia intende, da un lato, tutelare, recuperare e valorizzare le tradizioni culinarie storiche e l’identità del marchio della regione; dall’altro, si propone di rafforzare la collaborazione internazionale, implementare la visibilità e facilitare l’integrazione di numerose attività e disponibilità in un progetto di valorizzazione dell’enogastronomia e della produzione agroalimentare sostenibile.

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Questi aspetti, oltre a garantire ricette ed esperienze culinarie di alta qualità, permettono di valorizzare soluzioni che possono essere “sostenibili” e, se opportunamente progettate, capaci di essere promotrici di un sistema di Resilienza Climatica (tema che sarà trattato nella successiva settimana dedicata alla COP28 di Dubai).

L’obiettivo dell’evento a Dubai è stato quindi quello di “promuovere” la cucina siciliana, oltre alle sue tradizioni, come esempio di produzione attenta al benessere individuale (Dieta Mediterranea), ma anche al benessere dell’intero sistema sociale e produttivo.

 

 

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