Data Privacy Day in tutto il mondo il 28 gennaio. Privacy e sicurezza dei dati di ciascuno di noi

Data Privacy Day — 

Mentre il confine tra la nostra vita offline e quella online continua ad assottigliarsi, il Data Privacy Day del 28 gennaio è il piccolo stimolo di cui abbiamo bisogno all’inizio di ogni nuovo anno per rendere la salvaguardia delle nostre informazioni personali una priorità. Ormai viviamo in un mondo sempre più digitale, però la maggior parte di noi presta poca attenzione alla privacy dei dati finché i nostri dati personali non vengono compromessi. La nostra crescente dipendenza dalle tecnologie digitali per gestire ogni aspetto della vita richiede la necessità di ripensare ciò che condividiamo di noi stessi, quando e dove lo condividiamo e con chi lo condividiamo. La Giornata sulla privacy dei dati fa parte della campagna globale per la sicurezza, la protezione e la privacy online denominata “STOP”. PENSARE. CONNECT.”, — un’iniziativa della National Cyber ​​Security Alliance (NCSA).


La necessità di tutelare la privacy dei dati non è una novità né un aspetto esclusivo dell’era digitale.
Le nostre informazioni personali sono a rischio da molti decenni. I dati personali sono stati raccolti, manipolati e condivisi o venduti per decenni, quindi ulteriormente manipolati a scopo di lucro da aziende, partiti politici, organizzazioni no-profit, agenzie pubblicitarie, agenzie di credito e molti altri. Le tecnologie digitali hanno reso più semplice la raccolta dei dati personali, sia legalmente, sia illegalmente. E con 4,66 miliardi di persone nel mondo che utilizzano Internet attivamente, c’è una quantità incalcolabile di dati non protetti in attesa di essere rubati. 

La privacy dei dati raramente è in cima alla lista delle cose da fare quotidiane di qualcuno. La maggior parte di noi è colpevole di leggerezza quando si tratta di salvaguardare le nostre informazioni personali da occhi invisibili ma indiscreti. In effetti, molte persone non capiscono la differenza tra sicurezza e privacy dei dati, il che potrebbe essere il motivo per cui molti di noi sono poco attenti alla privacy dei dati.

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Privacy dei dati e sicurezza non sono la stessa cosa

La privacy dei dati non è la stessa cosa della sicurezza dei dati, sebbene le due siano intimamente connesse e intrecciate. L’analogia che ci piace di più e che aiuta a capire la differenza descrive la sicurezza dei dati come mettere le sbarre alle finestre per rendere difficile a qualcuno il furto con scasso nella tua casa. La privacy dei dati è più come abbassare le tapparelle della finestra in modo che nessuno possa guardare dentro per vedere cosa indossi, chi vive con te, cosa cucinerai per cena stasera o quale film stai guardando.  

Nel ruolo di utenti finali nel mondo tecnologico, pochi di noi prestano attenzione alla privacy dei dati oltre a sapere di non condividere le nostre password con nessuno. Confidiamo che i fornitori di software e servizi dati siano i custodi dei dati personali che raccolgono e ci richiedono in cambio del diritto di utilizzare i loro prodotti e servizi. Ma le informazioni personali raccolte oggi dalle aziende non sono considerate private per impostazione predefinita, con poche eccezioni. 

La spiacevole verità è che la maggior parte delle persone che hanno accesso ai nostri dati personali non ne avrebbero bisogno per erogare i loro servizi. Questi estranei digitali con accesso legittimo ai nostri dati personali sono proprio le persone a cui dovremmo impedire di accedere alle nostre informazioni personali perché non sappiamo come li useranno. Il Data Privacy Day è un importante campanello d’allarme per chiunque sia “on the grid”, nel senso che utilizza qualsiasi tipo di dispositivo digitale per qualsiasi motivo, e pensa che avere software antispam e firewall mantenga i propri dati al sicuro. 

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Il Data Privacy Day ci ricorda di trattare le informazioni personali come denaro. Ha valore e dobbiamo proteggerlo come se la nostra vita dipendesse da questo, perché a volte è così.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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