Giappone, ecco che cosa ha spinto il Nikkei ai massimi storici

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Il mercato azionario giapponese ha visto il Nikkei superare i massimi precedenti nella sessione di trading odierna. La forte performance del Giappone è stata trainata da tre fattori chiave: la robusta economia e crescita globale; il cambio favorevole agli esportatori; la riforma della corporate governance che ha incrementato i rendimenti degli azionisti.

Il rally dei titoli giapponesi si è concentrato sulle large cap, ma non nella misura in cui il mercato statunitense si è concentrato sulle “Magnifiche Sette”. Il Nikkei 225, più incentrato sugli esportatori e sulle società tecnologiche, è ai massimi da 3 anni rispetto al più ampio indice TOPIX. Sebbene sia in parte supportato dagli afflussi esteri che acquistano i titoli a più grande capitalizzazione, questo risultato è principalmente guidato dai fondamentali: la debolezza dello yen sostiene gli esportatori e i titoli del settore tecnologico, che si rafforzano grazie alla domanda di tecnologia AI e hardware, e agli utili.

Anche i titoli value a grande capitalizzazione hanno guidato i rendimenti in Giappone, grazie anche alla migliore redditività derivante dalla debolezza dello yen. A livello di indice TOPIX, circa il 48% degli utili sottostanti proviene dall’estero, il 15% dagli Stati Uniti. Molti dei beneficiari di questo fenomeno sono stati gli esportatori a grande capitalizzazione, che hanno spinto i rendimenti e attirato l’attenzione degli investitori.

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Gli utili all’estero sono stati favoriti dalla debolezza pluridecennale dello yen. L’entità della debolezza dello yen è stata drammatica negli ultimi 2-3 anni. Per dare un’idea della portata, la correlazione tra la variazione mensile del Nikkei e dello yen/dollaro USA negli ultimi 30 anni è stata pari a 0,51. Dall’inizio del 2020 a gennaio 2024, questa correlazione è salita a 0,66. Il rapido indebolimento dello yen giapponese è stato sempre più importante per i rendimenti dei mercati azionari negli ultimi tempi.

Inoltre, la debolezza dello yen è certamente un elemento che ha aiutato i titoli value negli ultimi due anni, il cui andamento ciclico sarà determinato dalla politica delle banche centrali e dai tassi di inflazione negli Stati Uniti e in Giappone. Da qui, è sempre più probabile che lo yen si rafforzi. Non crediamo che si indebolirà ulteriormente con il picco dei tassi negli Stati Uniti.

Infine, la chiave per sbloccare un valore sostenibile in Giappone è legata soprattutto alle riforme della corporate governance. I continui miglioramenti su questo fronte saranno fondamentali per i futuri rendimenti del mercato.

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