IA e crisi energetica: le opportunità di investimento nel settore tecnologico

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Tradizionalmente, l’ostacolo principale per soddisfare l’insaziabile domanda di tecnologia e potenza dei computer è stata l’economia. Tuttavia, sia il rallentamento della legge di Moore sia il passaggio da un modello capex a uno rental con l’adozione del cloud computing, fanno sì che i vincoli energetici stiano diventando il limite principale all’adozione dell’intelligenza artificiale (AI). Per mettere la questione in prospettiva: la capacità dei computer è cresciuta di oltre il 50%, trimestre su trimestre, dai primi tre mesi del 2023.

I data center sono spesso considerati la spina dorsale o il “cervello” di Internet. Elaborano, immagazzinano e mettono in rete grandi quantità di dati alla base dei servizi informatici che utilizziamo quotidianamente, come lo streaming video, i giochi e l’intelligenza artificiale. L’“aggiornamento” di questi data center con capacità di IA, unità di elaborazione grafica (GPU) e le relative infrastrutture, sta comportando uno stress estremo per le reti elettriche, la capacità di generazione e l’ambiente.

In particolare, la maggior parte dei dati critici per le grandi aziende risiede ancora all’interno delle aziende stesse. L’applicazione dell’intelligenza artificiale a questi dati è ancora più costosa a causa dei limiti di potenza elettrica, in quanto gli hyperscaler (le grandi aziende tecnologiche che gestiscono data center estesi e servizi cloud su scala) hanno un’efficienza energetica nettamente superiore rispetto ai data center aziendali.

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Gli analisti di Gartner stimano che entro il 2027 l’utilizzo di energia da parte dei data center di intelligenza artificiale raggiungerà i 500 terawattora (TWh), equivalenti all’intero consumo energetico della Germania nel 2022. Inoltre, per ogni sterlina spesa per un server di intelligenza artificiale, entro il 2027 sarà necessario mettere a bilancio 35 pence in più per l’elettricità.

Figura 2: Con la continua accelerazione della crescita, l’IA sta consumando una quantità sproporzionata dell’energia totale a livello globale.

Fonte: semianalisi da www.semianalysis.com/p/ai-datacenter-energy-dilemma-race

Quindi cosa si può fare?

Per evitare di bloccare la crescita dell’adozione dell’IA, dobbiamo affrontare le proiezioni sulla produzione di energia. Attualmente, si stima che il 40% dei data center esistenti sarà limitato dalla potenza disponibile. L’accesso alle fonti di energia sta diventando un fattore di differenziazione del business fondamentale per gli hyperscaler. In alcune regioni è già impossibile ottenere un’alimentazione supplementare, impedendo la creazione di nuovi data center.

Non esistono soluzioni rapide per aumentare la produzione di energia. Il settore è stato colpito da una carenza di rame e una tipica miniera richiede circa 10-15 anni per essere esplorata, sviluppata e messa in funzione.

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Per affrontare queste sfide, l’intera filiera tecnologica sta esplorando modi alternativi per migliorare l’efficienza energetica, che di per sé rappresentano delle opportunità di investimento. Gli sforzi possono essere a grandi linee classificati in tre aree:

  • Innovazione del packaging dei semiconduttori: progressi nei materiali di imballaggio, nei chiplet (più chip su un singolo silicio) e nei progetti di memoria per una comunicazione più veloce e un consumo energetico inferiore.
  • Innovazione dei software: ottimizzazione del posizionamento dei dati per un utilizzo efficiente da parte degli strumenti di intelligenza artificiale.
  • Nuova architettura dei data center: innovazioni nel posizionamento dei server, nella riorganizzazione dello spazio con le GPU al centro e nelle tecnologie di raffreddamento (il raffreddamento rappresenta attualmente un terzo dei costi operativi dei data center).

Oltre i chip

Oltre alla riprogettazione di chip, server e data center per una maggiore efficienza energetica, il settore tecnologico sta sfruttando l’intelligenza artificiale per gestire i data center in modo più intelligente. Le operazioni di intelligenza artificiale possono aiutare a spegnere i chip e a riaccenderli quando necessario, migliorando l’efficienza energetica. Sarebbe ingenuo ignorare l’influenza della geopolitica e della regolamentazione su questo tema. Il prossimo dibattito politico riguarderà probabilmente l’effetto a catena della domanda di energia dell’IA sui prezzi dell’energia e l’impatto sulle industrie non tecnologiche e con margini bassi.

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La corsa globale all’acquisizione delle competenze per l’IA non riguarda solo l’acquisto di GPU, ma anche la costruzione di un’infrastruttura sostenibile e resiliente in grado di alimentare il futuro della tecnologia.

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