AXA Investment Managers In un contesto di resilienza è improbabile che la BCE acceleri sul taglio dei tassi

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Sebbene la classifica dei tre blocchi politici nel turno finale delle elezioni francesi sia stata una sorpresa rispetto al primo turno e ai sondaggi (l’estrema destra RN è finita in terza posizione), come previsto, a concretizzarsi è stato lo scenario in cui nessuno dei gruppi principali è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta. Un’altra sorpresa, tuttavia, è che le fazioni più estreme, prese insieme, non avranno i numeri sufficienti a far passare una mozione di sfiducia per impedire a una “coalizionedi centro” di governare. Questo è positivo in termini di stabilità politica per la Francia, ma è probabile che la creazione di tale coalizione si riveli complicata. Dal punto di vista numerico, i componenti della sinistra, esclusa la sinistra più dura di LFI (La France insoumise), insieme ai centristi, potrebbero – a malapena – raggiungere la maggioranza assoluta, ma trovare un accordo politico sarebbe difficile, in quanto la sinistra parte da una posizione piuttosto rigida sull’economia. Il “collante istituzionale” scarseggia nel sistema politico tradizionalmente conflittuale della Francia. Un governo tecnico di minoranza è un’opzione per uscire dall’impasse, ma probabilmente si concentrerebbe solo sulla realizzazione di politiche “minimaliste” – anche se la questione fondamentale è il bilancio per il 2025.

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Alla luce dell’incertezza in Francia e di un flusso di dati tutt’altro che brillante in Germania, è utile che la BCE continui ad allentare la sua politica monetaria. Il dato di giugno dell’IPC dell’area euro non è stata preoccupante –la dinamica dei prezzi dei servizi è migliorata – ma l’inflazione si trova su un plateau ancora visibilmente al di sopra del 2%, che ci aspettiamo continui fino all’autunno. In un contesto di resilienza del mercato del lavoro, è improbabile che il Consiglio direttivo acceleri i tagli dei tassi (prevediamo ancora dei tagli per settembre e dicembre).

In linea con quanto detto la scorsa settimana, il flusso di dati degli Stati Uniti continua a fornire validi argomenti per un taglio della Fed a settembre, con l’incremento del tasso di disoccupazione che si avvicina alla soglia della “regola di Sahm”*. Non si percepisce ancora un senso di urgenza – il Presidente della Fed di New York Williams lo ha detto chiaramente la scorsa settimana – ma tentennare troppo potrebbe rivelarsi costoso.

 

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