Ebury: Le revisioni al ribasso della crescita economica da parte della BCE indeboliscono le valute europee

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La riunione della BCE della scorsa settimana è andata secondo le previsioni, con un taglio di 25 punti base e significative revisioni al ribasso delle prospettive economiche della banca centrale. I mercati si attendevano uno scenario di questo tipo, ma il contrasto con quello che si prevede sarà un “taglio restrittivo” da parte della Federal Reserve questa settimana, ha reso il dollaro la valuta del G10 con la migliore performance, a pari merito con la corona norvegese. La performance delle valute dei mercati emergenti è stata più eterogenea, la maggior parte delle quali ha registrato modesti rimbalzi dopo il violento sell off del 2024 che le ha portate a livelli molto sottovalutati.

Questa settimana, l’attenzione sarà rivolta all’ultima riunione dell’anno della Federal Reserve, che si terrà mercoledì, dove è quasi certo un taglio di 25 punti base, dove determinante sarà la forward guidance sui tassi implicita nel grafico “dots plot” del FOMC. Lunedì saranno pubblicati gli indici PMI dell’attività commerciale a livello mondiale. Siamo curiosi di vedere se i livelli europei negativi del mese scorso sono stati frutto di una reazione impulsiva alla vittoria elettorale di Trump o se indicano un malessere più profondo. Il report sul mercato del lavoro del Regno Unito di martedì, seguito dall’inflazione di mercoledì e dalla riunione della Banca d’Inghilterra di giovedì, completeranno le notizie più importanti della settimana.

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GBP
I deludenti dati di ottobre sulla crescita mensile del PIL e sulla produzione industriale della scorsa settimana hanno gettato le basi per la riunione della Banca d’Inghilterra di questa settimana, che si terrà subito dopo la pubblicazione degli indici PMI e dei report sul lavoro e sull’inflazione di novembre. È insolito che una decisione della banca centrale avvenga subito dopo un tale flusso di dati economici, ma non si prevede che questi ultimi possano influenzare il MPC a tagliare i tassi. Tuttavia, potrebbero influenzare il numero di membri che voteranno a favore di un taglio. Riteniamo che nel 2025 i tassi elevati, la crescita relativamente solida e il continuo avvicinamento all’UE consentiranno alla sterlina di continuare a salire sia nei confronti del dollaro che dell’euro.

EUR
L’ultima riunione della BCE dell’anno ha dato i risultati attesi: un taglio di 25 punti base e una revisione al ribasso delle aspettative di crescita dell’Eurozona per il 2025 e il 2026, lasciando sostanzialmente invariate le proiezioni sull’inflazione. La valutazione negativa implica probabilmente un taglio ad ogni riunione nella prima metà del 2025. La moneta comune ha reagito bene ed è riuscita a chiudere la settimana appena al di sopra del livello di 1,05 rispetto al dollaro. Il prossimo grande test sarà rappresentato dagli indici PMI flash di dicembre sull’attività delle imprese, che hanno subito un calo a novembre dopo la vittoria elettorale di Trump, ma che potrebbero rimbalzare ora che lo shock iniziale si è esaurito.

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USD
Il report sull’inflazione di novembre è stato uscito come da previsioni. L’aspetto più rilevante è che il dato mensile si è attestato allo 0,3% per il quarto mese consecutivo, in linea con un tasso annualizzato di poco inferiore al 4%, che aumenterà l’ansia della Fed per il fatto che i progressi nella riduzione dell’inflazione si sono arenati. Sebbene ci aspettiamo che la Fed tagli i tassi questa settimana, prevediamo che la forward guidance si muoverà in una direzione restrittiva e faticherà a giustificare più di due ulteriori tagli in tutto il 2025.

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