Blackstone punta sui data center: l’infrastruttura digitale al centro della nuova fase di crescita

Redazione -


QTS si conferma il principale motore di rendimenti del colosso da 1.300 miliardi di dollari di asset. La stampa finanziaria americana legge nella strategia di Blackstone un segnale chiaro: il futuro del private equity passa da infrastrutture digitali e private credit.

I data center sono diventati uno dei pilastri della crescita di Blackstone, il più grande gestore di private equity al mondo con circa 1.300 miliardi di dollari di asset in gestione. A certificarlo sono i risultati degli ultimi esercizi e, soprattutto, il peso assunto da QTS Realty Trust, il fornitore di data center che Blackstone ha acquisito e portato fuori Borsa nel 2021 per circa 10 miliardi di dollari.

Secondo quanto riportato dalla stampa finanziaria americana, QTS è stato il singolo asset che ha contribuito di più ai rendimenti del gruppo, beneficiando dell’esplosione della domanda di capacità di calcolo legata a cloud, intelligenza artificiale e servizi digitali avanzati. Un successo che ha spinto Blackstone a dichiarare apertamente l’intenzione di rafforzare ulteriormente l’esposizione verso infrastrutture digitali e private credit, due segmenti considerati centrali nella nuova fase dei mercati privati.

QTS, il cuore della scommessa digitale

Il Wall Street Journal ha descritto QTS come “un esempio emblematico di come i data center siano passati da asset di nicchia a infrastruttura critica dell’economia globale”. L’aumento esponenziale dei carichi di lavoro legati all’AI generativa e ai servizi cloud ha trasformato questi asset in fonti di flussi di cassa stabili, indicizzati all’inflazione e con orizzonti di lungo periodo, caratteristiche ideali per un investitore come Blackstone.

Il quotidiano sottolinea anche come la scelta di privatizzare QTS abbia consentito al gruppo di investire massicciamente in espansione e ammodernamento, senza i vincoli tipici del mercato azionario, intercettando la crescita in una fase ancora relativamente iniziale del ciclo.

Secondo Bloomberg, il peso crescente dei data center nei portafogli di Blackstone riflette una trasformazione più ampia del private equity, sempre meno focalizzato su operazioni di leverage tradizionali e sempre più orientato verso asset reali e infrastrutturali. In diversi commenti, Bloomberg parla dei data center come della “nuova rete autostradale dell’economia digitale”, indispensabile tanto quanto energia e trasporti. Anzi, evidenzia come QTS abbia beneficiato non solo della crescita della domanda, ma anche della scarsità di offerta in alcune aree strategiche degli Stati Uniti e dell’Europa, fattore che ha sostenuto valutazioni e rendimenti. Questo ha rafforzato la convinzione di Blackstone che le infrastrutture digitali possano offrire protezione nei cicli economici più incerti.

Il Financial Times interpreta la centralità di QTS come parte di una strategia deliberata di Blackstone per ridurre la dipendenza dal buyout tradizionale e aumentare l’esposizione a settori strutturalmente in crescita. Il quotidiano londinese sottolinea come il gruppo guidato da Stephen Schwarzman stia costruendo un portafoglio sempre più sbilanciato verso infrastrutture digitali, energia e transizione energetica, real estate specializzatom e credito privato.

    Secondo FT, questa evoluzione risponde a due esigenze: da un lato offrire agli investitori rendimenti più prevedibili in un contesto di tassi elevati; dall’altro posizionarsi sui megatrend di lungo periodo, come digitalizzazione e intelligenza artificiale, che trascendono i cicli economici tradizionali.

    Private credit e sinergie con il digitale

    Accanto ai data center, Blackstone intende spingere ulteriormente sul private credit, un segmento che la stampa americana considera complementare alla strategia infrastrutturale. CNBC ha evidenziato come il finanziamento di progetti di data center, reti energetiche e infrastrutture cloud rappresenti un terreno ideale per il credito privato: grandi volumi, durate lunghe e controparti di elevata qualità.

    In questa logica, Blackstone non si limita a essere proprietario degli asset, ma si posiziona come finanziatore dell’intero ecosistema digitale, creando sinergie tra equity e credito e rafforzando il controllo lungo la catena del valore.

    Un segnale per l’intero settore

    Il consenso della stampa finanziaria americana converge su un punto: la traiettoria di Blackstone è indicativa di un cambiamento strutturale nei mercati privati. I data center non sono più considerati solo immobili specializzati, ma asset strategici su cui si gioca una parte della competitività tecnologica globale.

    Come ha osservato il Wall Street Journal, “chi controlla l’infrastruttura del dato controlla una parte crescente dell’economia”. Blackstone sembra averlo capito prima di molti altri, trasformando QTS da acquisizione opportunistica a pilastro della propria crescita futura.

    In un contesto di incertezza macroeconomica e volatilità dei mercati pubblici, la scommessa sulle infrastrutture digitali appare, per il colosso del private equity, non solo redditizia, ma anche coerente con una visione di lungo periodo che ridefinisce i confini stessi del settore.