Quando l’AI è un’opportunità: come cambia il lavoro. Un giorno meno in ufficio

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L’uso dell’intelligenza artificiale (AI) sta aumentando la produttività dei lavoratori italiani, ma parte dei benefici è assorbita dalla necessità di correggere i contenuti generati. A rivelarlo è una ricerca del fornitore di software cloud aziendali Workday, presentata in occasione dell’apertura a Milano del primo Innovation Lab italiano dedicato alla “sperimentazione e co-creazione di soluzioni AI per finanza e risorse umane”, spiega una nota dell’azienda.

Lo studio, basato su un’indagine condotta su 3.200 lavoratori di aziende con fatturato superiore a 100 milioni di dollari e utilizzatori di AI generativa, evidenzia come il 94% dei lavoratori italiani risparmi tra 1 e 7 ore alla settimana grazie all’AI, superando la media globale dell’85%. In particolare, il 52% guadagna 1-3 ore settimanali, mentre il 42% arriva fino a 4-7 ore, equivalenti a circa un giorno lavorativo. Complessivamente, il 92% dichiara di essere più produttivo negli ultimi 12 mesi grazie all’uso dell’AI, con il 29% che la utilizza quotidianamente.

Tempo da dedicare alle correzioni

Tuttavia, a livello globale circa il 40% del tempo risparmiato viene dedicato a revisioni e correzioni dei contenuti generati dall’AI. In Italia la situazione non differisce: un lavoratore su due (50%) spende tra una e due ore a settimana a chiarire, correggere o riscrivere risultati di bassa qualità prodotti dalle tecnologie di intelligenza artificiale.

I dipendenti che utilizzano l’AI quotidianamente mostrano un atteggiamento positivo verso la tecnologia, e oltre il 90% ritiene che lo aiutera’ ad avere successo nel lavoro. Sono coloro che affrontano il maggiore carico di revisione, con il 77% che afferma di verificare il prodotto generato dall’AI con la stessa attenzione – se non maggiore – rispetto a quello dei colleghi.

Gap tra priorità e disponibilità della formazione

Lo studio evidenzia inoltre un divario tra le priorita’ dichiarate dalle aziende e la reale disponibilita’ di formazione. Se il 66% dei dirigenti indica lo sviluppo delle competenze come una priorita’ strategica, solo il 37% dei dipendenti che affrontano il maggior carico di rielaborazione dice di avere accesso a programmi di formazione adeguati. In Italia la situazione appare piu’ rosea: se il 59% dei dirigenti afferma che la propria organizzazione ha dato priorita’ agli investimenti in formazione e sviluppo delle competenze legate all’AI, il 54% dei dipendenti conferma di aver effettivamente visto crescere gli investimenti in questo ambito. ‘Crediamo in un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventa la nuova interfaccia per il lavoro, capace di amplificare il potenziale umano e liberare nuove energie creative’, ha commentato in una nota Fabrizio Rotondi, country manager di Workday per l’Italia.

In Italia, però, il quadro appare più positivo: il 59% dei dirigenti segnala che la propria organizzazione ha dato priorità agli investimenti in formazione e sviluppo delle competenze legate all’AI, e il 54% dei dipendenti conferma di aver effettivamente beneficiato di questi investimenti.

«Crediamo in un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventa la nuova interfaccia del lavoro, capace di amplificare il potenziale umano e liberare nuove energie creative», ha commentato Fabrizio Rotondi, country manager di Workday per l’Italia.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD
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