CoinShares. Finanza ibrida e la nuova architettura dei mercati globali
| — di Renato Gandini – ActionNews |
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Il 2026 si apre con una trasformazione strutturale che sta ridisegnando il funzionamento dei mercati globali: la convergenza fra blockchain pubbliche e sistemi finanziari tradizionali. Stablecoin e pagamenti: la nuova infrastruttura del valore digitaleFra i vettori più evidenti della finanza ibrida rientrano le stablecoin, che hanno superato i 300 miliardi di dollari di capitalizzazione e sono diventate la principale infrastruttura per il trasferimento digitale di valore. Il mercato è dominato da Tether, che rappresenta circa il 60% dell’offerta con 185 miliardi in circolazione, seguito da USDC con circa 75 miliardi e da USDe con una capitalizzazione prossima agli 8 miliardi. Tokenizzazione: un nuovo mercato dei capitaliParallelamente, la tokenizzazione sta vivendo la sua prima fase di vera scala. Il valore complessivo degli asset tokenizzati è passato dai 15 miliardi di inizio 2025 a oltre 35 miliardi a fine anno, con una crescita particolarmente intensa in categorie quali private credit, Treasury statunitensi, oro e fondi alternativi. Nel dettaglio, il Private Credit è aumentato da $9,85 a $18,58 miliardi, i Treasury da $3,91 a $8,68 miliardi, mentre l’oro tokenizzato ha superato $1,3 miliardi. I CLO e gli strumenti alternativi sono cresciuti da $170 milioni a $2,8 miliardi. Corporate adoption, modelli di business e futuro degli exchangeIl 2026 sarà anche il primo anno in cui le aziende potranno implementare soluzioni basate su stablecoin in modo sistemico grazie alla chiarezza normativa raggiunta nel 2025. Banche, PSP, marketplace e operatori della supply chain stanno valutando modelli che consentono pagamenti istantanei, riduzione dei costi di settlement, miglioramento del ciclo di cassa e automazione dei flussi finanziari. JPM Coin di J.P. Morgan ha già dimostrato come i tempi di regolamento FX possano ridursi da giorni a pochi secondi. Allo stesso tempo, Shopify accetta USDC al checkout e le piattaforme asiatiche stanno testando pagamenti ai fornitori interamente basati su stablecoin. Anche gli exchange entrano nel 2026 con una dinamica competitiva completamente ridisegnata. Il 2025 ha riaperto la finestra delle IPO, permettendo l’ingresso nei mercati pubblici di operatori come eToro, Webull, Bullish e Gemini. Al contempo, il settore deve affrontare un aumento della competizione, una compressione delle commissioni e la crescente pressione degli istituzionali, che rappresentano oltre l’80% dei volumi su piattaforme come Coinbase. La concorrenza non arriva solo dagli operatori tradizionali — come Morgan Stanley ed E*TRADE, pronti a entrare nel trading crypto — ma anche da nuovi attori: gli exchange decentralizzati come Hyperliquid, che offrono costi estremamente ridotti, e i mercati regolamentati come CME, che nel 2025 hanno raggiunto volumi record su futures e opzioni crypto. Il processo di consolidamento è già in corso: Robinhood ha acquisito Bitstamp per 200 milioni di dollari e Coinbase ha rilevato Deribit per 2,9 miliardi, segnale che il 2026 sarà un anno di forte razionalizzazione dell’offerta, con un progressivo spostamento del focus verso ricavi più stabili come custody, derivati e servizi istituzionali. Un sistema finanziario che diventa ibrido per naturaLa convergenza fra blockchain pubbliche e finanza tradizionale non è più una possibilità futura, ma una realtà già osservabile lungo tutto il continuum dei servizi finanziari: dall’emissione di asset al settlement, dai pagamenti ai mercati dei capitali, fino alle applicazioni che distribuiscono valore direttamente agli utenti. Il 2026 rappresenterà il primo anno in cui questa architettura ibrida diventerà tangibile su larga scala. La programmabilità delle reti decentralizzate, la capacità delle istituzioni di operare in modo regolamentato e l’efficienza delle stablecoin stanno ridefinendo i meccanismi attraverso cui il valore si muove e viene gestito. Il risultato è un sistema finanziario più veloce, globale, interoperabile e continuamente operativo. Se la finanza del passato era fondata sulla centralizzazione delle infrastrutture, quella del futuro sarà definita dalla coesistenza tra regole istituzionali e innovazione decentralizzata. Il 2026 segnerà l’anno in cui questa coabitazione smetterà di essere un esperimento e diventerà la nuova normalità. |

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