L’Arte Ellittica

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Un nuovo paradigma per leggere creatività, società e intelligenza artificiale

Inaugurata alla Casa della Cultura di Milano la mostra-evento curata da Carmelo Strano che propone lEllisse come forma critica del contemporaneo. 

Diciannove artisti da quattro continenti dialogano con il tempo degli Equilibri Instabili, tra globalizzazione e intelligenza artificiale.

L’ellisse come chiave di lettura della contemporaneità. È questa la proposta che Carmelo Strano porta alla Casa della Cultura di Milano con LArte Ellittica, mostra-evento che si inaugura il 29 gennaio 2026 e rimarrà aperta fino al 17 aprile. Un progetto ambizioso che va oltre l’esposizione artistica per configurarsi come manifesto culturale di un nuovo movimento.

Il curatore definisce la nostra epoca come “tempo degli Equilibri Instabili”; e propone l’ellisse; con i suoi due fuochi; come paradigma alternativo alla monocentricità del cerchio. “L’Ellisse patrocina l’elasticità, la duttilità che il nostro tempo richiede”, spiega Strano, introducendo il concetto di “Opera Ellittica” che contrappone a quello di “Opera Aperta” di Umberto Eco.

Oltre il messaggio esplicito e quello indefinibile

Il progetto ellittico si situa in uno spazio intermedio, lontano sia dal messaggio esplicito “a tutto tondo”, sia da quello estremamente implicito fino a risultare autoriflessivo e imprendibile. L’Opera Ellittica insiste nel messaggio definibile, elastico, che rifiuta tanto la certezza assoluta quanto l’indefinibilità totale.

Questa posizione teorica si traduce in un approccio che valorizza la riflessione, il non-detto, il frammento, la transitorietà del senso. Strano richiama l’“intervallo perduto”; di cui parlava Gillo Dorfles, sottolineando l’importanza della pausa e dell’intermezzo in un’epoca che tende alla condizione adiastematica, all’assenza di interruzione.

Un movimento a due fuochi

La mostra riunisce diciannove artisti da India, Indonesia, Giappone, Zimbabwe, Cina, Marocco e paesi europei e americani. Tra questi: Anju Acharya, Irene Agrivina, Giulio Alvigini, MasayukiArai, Tamara Bialecka, Dario Buratti, Julia Fullerton-Batten, Dan Halter, Kalina Horon, MiltosManetas, Elena Santoro e molti altri. Una presenza particolare è riservata a Marco Almaviva, definito “simbolica, fuori dal coro”.

Ciò che unisce questi artisti non è una poetica comune prestabilita, ma una sintonia casuale emersa dalle loro ricerche indipendenti. “Ciascuno costituisce un polo di attrazione, un unicum compatibile con altri ma non sovrapponibile “spiega il curatore. Da qui nasce “il primo movimento artistico dopo molto tempo di assenza”, un movimento che è innanzitutto movimento di idee e di pensiero concreto.

Arte oltre la filosofia

“Arte oltre la filosofia”, dice Strano, e non “dopo la filosofia” come sosteneva Joseph Kosuth. Il curatore propone una contemporaneità tra le due discipline, ma con un ribaltamento del tradizionale rapporto in cui la filosofia si annetteva ogni aspetto della conoscenza. In quest’ottica, l’arte diventa alimento per il pensiero, la cultura e la società, posizionandosi nella “torre di controllo” di cui parlava Marshall McLuhan.

Gli artisti, armati di cultura e sensibilità, si fanno interpreti di un paradigma filosofico, estetico e sociologico che tocca questioni cruciali del nostro tempo: dalla globalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla società dello spettacolo alla problematica ambientale.

La mostra-evento rappresenta così una fusione tra riflessione e arte, tra artisti-intellettuali-ricercatori e pensiero elastico. Una “sinfonia dal nuovo mondo” che si presenta anche come “bella avventura, nel pensiero e nel comportamento”.

Informazioni 

LArte Ellittica – per un’altra lettura della creatività e delle società di oggi

Inaugurazione: giovedì 29 gennaio 2026, ore 18.00

Mostra-evento: fino al 17 aprile 2026

Sede: Casa della Cultura, Via Borgogna 3, Milano

Orari: lunedì-venerdì, 9.30-12.30 / 15.00-18.00

Curatela: Carmelo Strano

Info: [email protected] | tel. +39 338 654 4606