Musk a Davos sentenzia “l’invecchiamento è risolvibile”, ma la stampa internazionale solleva dubbi e ironie

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Durante il World Economic Forum 2026 a Davos, Elon Musk ha lanciato una delle affermazioni più chiacchierate dell’evento: secondo lui il processo di invecchiamento umano è “un problema molto risolvibile” che, una volta compreso il “meccanismo biologico sincronizzatore” delle cellule, potrà forse essere addirittura invertito. Musk ha però aggiunto un avvertimento: una vita molto più lunga potrebbe portare a una “ossificazione della società”, con meno dinamismo e più immobilismo sociale, riflettendo sulle possibili conseguenze sociali oltre che scientifiche di una longevità estrema.

Le reazioni della stampa internazionale, soprattutto dei quotidiani economici europei e delle principali testate anglosassoni, sono state immediate e molto critiche, ironiche o perlomeno scettiche.

Il contesto nella stampa europea

Euronews ha riportato le parole di Musk sottolineando la loro natura ottimistica ma anche poco ancorata alla realtà scientifica corrente: il termine “problema risolvibile” è stato accolto più come una provocazione futurista che come una previsione fondata sulle attuali conoscenze biomediche. L’articolo osserva che la scienza dell’invecchiamento è molto complessa e meno “ovvia” di quanto Musk lasci intendere, e che dichiarazioni di questo tipo tendono a generare più interesse mediatico che dialoghi rigorosi tra esperti.

Testate come Le Figaro e Frankfurter Allgemeine Zeitung hanno usato un tono leggermente satirico: Le Figaro pur riconoscendo il contributo di Musk al dibattito tecnologico, ironizza sul fatto che chi parla di “problema risolvibile” invecchiamento potenzialmente dovrebbe prima spiegare come mantiene attivo il proprio stesso metabolismo in un’agenda fitta di impegni globali. Altri hanno invece sottolineato come dichiarazioni simili tendano a spostare l’attenzione pubblica dalle priorità di politiche sanitarie reali (come prevenzione delle malattie legate all’età) verso un “mito transumano” ancora lontano da consolidati risultati clinici.

Una parte della stampa ha reagito con scetticismo pratico se non addirittura con sarcasmo. Alcuni commentatori hanno evidenziato che, mentre l’idea di prolungare la vita è affascinante, le implicazioni sociali sono enormi e non necessariamente positive: il commento di Musk sul rischio di “ossificazione della società” è stato accolto come un riconoscimento implicito che una trasformazione di questo tipo potrebbe avere effetti destabilizzanti su mercato del lavoro, welfare e dinamiche demografiche. Financial Times e The Guardian pur non commentando direttamente le parole di Musk hanno inserito il tema nel quadro più ampio delle discussioni al Forum su robotica, AI e futuro del lavoro, ricordando che il dibattito scientifico serio sull’invecchiamento non può essere ridotto a slogan e predizioni futuribili.

Dall’ottimismo all’ironia dei media anglosassoni

Le testate britanniche e americane hanno sollevato un’altra questione: il fatto che tali affermazioni provengano da una personalità già protagonista di dichiarazioni tecnologiche estreme può contribuire a titoli sensazionalistici più che a discussioni fondate sui dati. Alcuni editorialisti di The Telegraph e The Times hanno sottolineato come la quasi ubiquità dell’uso di frasi ad effetto come “invecchiamento risolvibile”o “AI più intelligente dell’umanità” finisca per esacerbare la polarizzazione tra pubblico e scienziati, diminuendo l’efficacia di un vero dibattito scientifico con i cittadini.

Nonostante le reazioni ironiche o scettiche, va notato che la discussione sollevata da Musk riflette un interesse crescente nella comunità scientifica verso la biologia dell’invecchiamento come campo di ricerca legittimo sebbene molto lontano dall’essere “incredibilmente ovvio”. Scienziati nel settore sottolineano che comprendere i meccanismi di senescenza cellulare è estremamente complesso e richiede anni di studi clinici rigorosi, non affermazioni ottimistiche in una conferenza a tema economico.