Previdenza dedicata e integrativa, la sollecitazione dei Vigili del Fuoco della FP CGIL ai vertici: “Serve avviare subito l’iter”
La nota indirizzata al Sottosegretario e ai vertici del Dipartimento

Al centro il tema della tutela previdenziale del personale, mentre la Legge di Bilancio 2026 introduce misure destinate a ridurre l’assegno futuro e ad allungare i tempi di accesso al regime pensionistico.
Riportare al centro dell’agenda istituzionale il tema della previdenza dedicata e della previdenza integrativa: è questo l’obiettivo della nota formale inviata al Sottosegretario competente e ai vertici del Dipartimento e del Corpo, con cui si sollecita l’avvio concreto dell’iter necessario a costruire strumenti previdenziali più adeguati alle esigenze del personale.
La richiesta nasce da una consapevolezza ormai diffusa: il sistema previdenziale attuale, basato quasi esclusivamente sulla componente obbligatoria, non è più sufficiente a garantire livelli di tutela adeguati, soprattutto alla luce delle recenti modifiche normative e dell’evoluzione delle carriere. In questo contesto, la previdenza dedicata viene indicata come uno strumento capace di tenere conto delle specificità professionali e operative, mentre la previdenza integrativa rappresenta una leva fondamentale per compensare il progressivo ridimensionamento delle prestazioni pubbliche.
Il peso delle scelte introdotte dalla Legge di Bilancio 2026
Il tema assume un rilievo ancora maggiore se inserito nel quadro delineato dalla Legge di Bilancio 2026, approvata dal governo Meloni. Le nuove disposizioni prevedono infatti sei mesi in più di permanenza a regime nel 2030, allungando di fatto il percorso necessario per accedere al trattamento pensionistico pieno.
A questo si aggiunge un impatto economico diretto: la cancellazione dello sconto fiscale comporterà una riduzione stimata in circa 750 euro annui sul trattamento finale. Una misura che, secondo i promotori della nota, rischia di tradursi in un ulteriore indebolimento del reddito pensionistico futuro, soprattutto per chi non dispone di strumenti integrativi già attivi.
Perché previdenza dedicata e integrativa sono oggi indispensabili
Nel documento inviato alle istituzioni si sottolinea come l’assenza di una previdenza dedicata e di un sistema integrativo strutturato rischi di accentuare il divario tra le responsabilità richieste al personale e le tutele riconosciute al termine della carriera. L’obiettivo non è solo economico, ma anche organizzativo e sociale: garantire una prospettiva previdenziale più solida significa rafforzare la motivazione, la stabilità e la fiducia nel sistema.
La previdenza integrativa, in particolare, viene indicata come uno strumento ormai imprescindibile per attenuare gli effetti delle riforme pensionistiche e delle scelte fiscali più recenti. Senza un suo sviluppo concreto, le misure introdotte in manovra rischiano di produrre effetti cumulativi negativi nel medio-lungo periodo.
La richiesta alle istituzioni
La nota rappresenta quindi una sollecitazione politica e amministrativa: avviare l’iter significa aprire un confronto strutturato, definire tempi e modalità, e individuare soluzioni sostenibili che tengano conto dei vincoli di finanza pubblica ma anche delle esigenze del personale.
In un contesto in cui le riforme previdenziali continuano a incidere in modo significativo sulle prospettive individuali, la richiesta rivolta al Sottosegretario e ai vertici del Dipartimento e del Corpo assume un valore che va oltre il singolo provvedimento. È un richiamo alla necessità di non rinviare ulteriormente un tema che incide direttamente sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza economica futura di chi oggi garantisce il funzionamento dei servizi.

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