Sviluppi a medio e lungo termine l’industria italiana grazie al road-show itinerante di SACE

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Un impulso alla crescita e all’internazionalizzazione delle imprese italiane

Il road-show di SACE, dal titolo Energie per il futuro dell’export, ha toccato sette tappe in Italia – da Milano a Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Roma – coinvolgendo oltre 400 imprese italiane e una tappa anche a Dubai, centro strategico per i mercati del Medio Oriente. L’obiettivo dichiarato è stato ascoltare i bisogni delle aziende, raccogliere idee e costruire con loro strategie e strumenti utili a sostenere la crescita internazionale del Made in Italy.

Dai confronti con gli imprenditori sono emerse tre direttrici prioritarie. Rafforzare la competitività internazionale, con strumenti che consentano alle imprese di posizionarsi in modo stabile sui mercati esteri; investire in innovazione e digitalizzazione, per aumentare produttività e attrattività dei prodotti italiani; espandersi su mercati nuovi e gestire i rischi, attraverso diversificazione geografica e strumenti di copertura e accompagnamento. Queste indicazioni rappresentano scelte strategiche per rafforzare il tessuto produttivo italiano in un contesto globale sempre più competitivo e incerto.

SACE come leva istituzionale e piattaforma di accompagnamento

Per gli analisti internazionali, il ruolo di SACE (Export Credit Agency partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) va oltre il semplice credito: diventa una infrastruttura istituzionale di sistema per sostenere le imprese italiane, soprattutto PMI, nella loro espansione globale. La capacità di SACE di offrire coperture, garanzie, strumenti finanziari e advisory su misura è considerata un elemento che può dare slancio alla competitività internazionale del Made in Italy nel medio termine.

La presenza del road-show anche in hub internazionali come quello di Dubai, dove si registra una forte domanda di tecnologie, soluzioni industriali e prodotti di alta gamma italiane, ha sottolineato un trend importante: mercati emergenti e regioni in forte crescita offrono opportunità concrete per l’export italiano che vanno ben oltre i tradizionali partner europei.

Gli sviluppi a medio e lungo termine per l’industria italiana

Diversificazione dei mercati
La stampa internazionale osserva con interesse come l’Italia – tradizionalmente molto concentrata sui mercati maturi – stia cercando nuovi sbocchi in aree come Medio Oriente, Sud-Est asiatico, India e Nord Africa. Questo non solo riduce la dipendenza da pochi grandi mercati, ma spalanca opportunità per settori tradizionali e di tecnologia avanzata.

Innovazione e digitalizzazione come asset competitivo
I quotidiani finanziari osservano che la transizione verso filiere più digitalizzate e tecnologiche non è più un optional, ma una condizione per mantenere posizioni di leadership. Investimenti in tecnologie avanzate, automazione, sostenibilità e trasformazione digitale sono visti come leve chiave per aumentare resilienza e performance export nel lungo periodo.

Espansione delle filiere strategiche
Giornali come Financial Times, Bloomberg e The Wall Street Journal (sebbene non abbiano dedicato articoli specifici al road-show, ne evidenziano trend analoghi) sottolineano che le filiere industriali italiane di eccellenza – dalla meccanica di precisione all’agroalimentare di qualità, dalla moda al design – restano motori di crescita globale, ma richiedono strumenti finanziari e di rischio innovativi per competere con i grandi competitor globali.

In questa prospettiva, il modello di SACE (che in termini generali supporta imprese italiane con strumenti di credito all’esportazione e coperture di rischio) è percepito come una risposta efficace alle difficoltà strutturali del commercio mondiale.

Bloomberg ha più volte evidenziato l’importanza della diversificazione dei mercati per le esportazioni italiane e europee, sottolineando come il contesto globale richieda strumenti di supporto finanziario e assicurativo più robusti per competere con le economie emergenti. Financial Times ha ricordato che le agenzie di credito all’esportazione (Export Credit Agencies, come SACE) rappresentano un elemento critico nelle politiche di internazionalizzazione, soprattutto per nazioni con forti PMI manifatturiere, come l’Italia. The Wall Street Journal ha spesso analizzato come l’export europeo, incluso quello italiano, stia beneficiando di iniziative che combinano supporto finanziario, penetrazione di mercato e diversificazione geografica, riducendo la dipendenza dai mercati tradizionali.