Tim, buona performance sia sul mercato domestico sia in Brasile. Buyback fino a 400 milioni

Nel 2025 Tim ha registrato ricavi pari a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7%, mentre l’Ebitdaal (after leasing) si è attestato a 3,7 miliardi, in aumento del 6,5%. In calo il debito netto after lease, sceso a 6,9 miliardi, con una leva inferiore a 1,9 volte.
Buyback fino a 400 milioni di euro
Il consiglio di amministrazione ha deliberato di proporre all’assemblea del 15 aprile un programma di buyback fino a 400 milioni di euro e per un massimo di 700 milioni di azioni ordinarie, pari a circa il 3,3% del capitale. Il riacquisto potrà essere destinato anche ai piani di incentivazione azionaria.
Il cda intende inoltre sottoporre ai soci il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di una nuova azione ogni dieci esistenti. L’operazione sarà subordinata alla riduzione volontaria del capitale e alla conversione delle azioni di risparmio.
Per il 2026 il gruppo conferma la propria politica di remunerazione degli azionisti, con una distribuzione pari a circa il 70% dell’equity free cash flow after lease, al netto degli effetti del contenzioso sul canone concessorio del 1998 e dei dividendi spettanti alle minoranze di Tim Brasil. La distribuzione è prevista dopo l’assemblea di bilancio del secondo trimestre 2027.
La svolta nel 2025
Il 2025 segna il completamento della trasformazione avviata nel 2022, sottolinea l’amministratore delegato di Pietro Labriola. Il gruppo TIM presenta oggi una struttura finanziaria più solida, maggiore redditività e una generazione di cassa sostenibile, condizioni che permettono di definire una politica di remunerazione coerente con gli obiettivi di lungo periodo. I risultati del quarto trimestre confermano inoltre il percorso di crescita, con ricavi e margini in aumento grazie alla buona performance sia sul mercato domestico sia in Brasile.
Nel 2025 i ricavi da servizi del gruppo crescono del 3,5% su base annua, raggiungendo 12,9 miliardi di euro: 8,8 miliardi nel domestico (+2,7%) e 4,1 miliardi in Brasile (+5,2%). L’Ebitda di gruppo sale del 6,4% a 4,4 miliardi, con un incremento del 5,2% in Italia (2,2 miliardi) e del 7,7% in Brasile (2,1 miliardi).
Segmento Consumer, ricavi a 6 miliardi
Nel segmento Consumer, i ricavi totali si attestano a 6 miliardi (-0,9% annuo), mentre i ricavi da servizi restano sostanzialmente stabili a 5,5 miliardi (-0,6%). Il business retail mostra tenuta, mentre cala il segmento MVNO per effetto del progressivo avvicendamento di grandi clienti wholesale tra il 2025 e il 2026, dinamica che porterà a una normalizzazione dei volumi. Prosegue inoltre l’attuazione della strategia legata alla Customer Platform: i ricavi da servizi di TIMVision crescono del 4,6% e il mercato accoglie positivamente il servizio TIM Energia sviluppato con Poste Italiane.
Il segmento Enterprise registra ricavi totali per 3,5 miliardi (+7%) e ricavi da servizi per 3,3 miliardi (+8,6%), continuando a sovraperformare il mercato di riferimento e segnando il quattordicesimo trimestre consecutivo di crescita. Il cloud si conferma il principale motore di sviluppo, con ricavi in aumento del 24% anche grazie al contributo del Polo Strategico Nazionale, che raddoppia su base annua. Crescono inoltre IoT e sicurezza, mentre la connettività registra una lieve flessione. Sale al 68% la quota dei ricavi da servizi legata all’Ict, in aumento di quattro punti percentuali.
Il valore del portafoglio ordini supera i 4 miliardi di euro, risultando in ulteriore crescita.




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