Caro bollette, ecco quanto costerà a famiglie e imprese la guerra in Iran

Il possibile aggravarsi delle tensioni nell’area del Golfo e l’eventuale introduzione di restrizioni al transito delle risorse energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero provocare nuovi rincari delle bollette. A lanciare l’allarme è Confcommercio, che ipotizza diversi scenari: in una prospettiva prudenziale, le tariffe potrebbero crescere in media del 4,3% per l’energia elettrica e del 3% per il gas; nello scenario più critico, invece, gli aumenti potrebbero superare il 13% per l’elettricità e arrivare fino al 43% per il gas.
L’impatto sulle imprese della guerra in Iran
In quest’ultimo caso, l’impatto sulle imprese sarebbe significativo. Per gli alberghi la spesa mensile aumenterebbe di circa 900 euro per l’energia elettrica e di 1.000 euro per il gas. I grandi supermercati dovrebbero sostenere costi aggiuntivi pari a circa 700 euro per l’elettricità e 400 euro per il gas. Per bar, ristoranti e negozi – alimentari e non – i rincari oscillerebbero invece tra i 100 e i 300 euro per l’energia elettrica e tra i 200 e i 500 euro per il gas.
Secondo il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è fondamentale evitare un nuovo shock energetico per il sistema produttivo. In particolare, sottolinea, le micro, piccole e medie imprese risultano le più esposte alla volatilità dei prezzi dell’energia. Per questo motivo servono interventi rapidi per contenere i costi, a partire da un’ulteriore riduzione degli oneri generali di sistema.
Confcommercio sollecita inoltre la piena attuazione delle misure previste dal decreto bollette, affiancandole con ulteriori provvedimenti di carattere emergenziale in grado di produrre effetti immediati sui costi sostenuti dalle imprese.





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